Gli Stati Uniti avvertono la Nord Corea: “La pazienza strategica è finita”

La tensione tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord è alle stelle. Ieri, dopo aver fatto sfilare in occasione della “Giornata del Sole” un nuovo missile intercontinentale alimentato a combustibile solido, un tipo di progettazione che la renderebbe più veloce da caricare e in grado di mantenersi pronta all’utilizzo per un periodo di tempo più lungo rispetto a quelle alimentate con propellente liquido, Kim Jong-un ha effettuato un nuovo test missilistico.

Che fortunatamente è fallito. Ma la misura potrebbe essere presto colma.

Oggi il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha visitato la zona demilitarizzata (DMZ) che separa le due Coree in un momento di massima tensione con il Nord a causa dei test militari ripetuti da Kim Jong-un. E, a pochi metri dal confine con la Corea del Nord, ha nuovamente sottolineato l’importanza dell’alleanza tra Washington e Seul e la “determinazione del popolo e del presidente americano” a risolvere la situazione “con mezzi pacifici, attraverso negoziati”.

Ma il numero due di Donald Trump ha anche rimarcato che la “la pazienza strategica” degli Stati Uniti è esaurita e che “tutte le opzioni sono sul tavolo” per raggiungere la denuclearizzazione della penisola coreana, ventilando nuovamente che la via militare è una possibilità se Pyongyang dovesse tirare troppo la corda.

Pence si è poi spostato a Seul, a circa 50 chilometri a sud della zona demilitarizzata, una striscia di quattro chilometri di larghezza che corre lungo il confine tra i due Paesi, che sono tecnicamente in guerra da oltre 65 anni, e l’unico punto in cui le truppe del Nord e del Sud sono faccia a faccia. Poche ore prima dell’arrivo del vicepresidente americano, la Corea del Nord aveva tentato senza successo di lanciare un missile balistico che è esploso dopo il lancio.