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L’Aquila, lo Stato rivuole i soldi dei risarcimenti ai parenti delle vittime del terremoto

Lo Stato rivuole indietro i risarcimenti ai parenti di alcune vittime del terremoto dell’Aquila del 2009. Quei soldi furono stanziati per 52 persone alla fine del processo di primo grado sulla commissione Grandi Rischi, accusata di aver sottovalutato il pericolo di un sisma imminente rassicurando la popolazione locale. Dopo l’assoluzione in Appello e in Cassazione di 6 dei 7 esperti della Commissione, eccetto l’allora vice capo della Protezione Civile, Bernardo De Bernardinis, la Presidenza del Consiglio ha deciso che quegli 8 milioni di euro di provvisionali riconosciuti dopo la sentenza di primo grado vengano restituiti, come scrive Il Fatto Quotidiano.

“Non solo i familiari delle vittime non devono restituire le provvisionali allo Stato (pari al massimo al 40 per cento del danno totale riconosciuto), ma a nostro avviso la Presidenza del Consiglio deve riconoscere l’intero risarcimento dei danni stabilito dai giudici di primo grado. E ci batteremo per questo – dice l’avvocato Wania Della Vigna, tra i difensori dei familiari delle vittime – Dove non c’è stato un reato non è detto non ci sia danno civile”.

Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha scritto al premier Gentiloni.

Alla luce della tragicità degli accadimenti dell’aprile 2009, della tragicità e complessità della vicenda giudiziaria nota come “Processo Grandi Rischi”, per il rispetto che si deve portare alle stesse vittime, ai loro familiari ed all’intera comunità aquilana, le chiedo di individuare con la sensibilità che la contraddistingue la giusta soluzione che preveda il ritiro della richiesta di restituzione del risarcimento

 

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