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Dopo l’omicidio, Stefano ha incontrato Chiara nella sala d’attesa del carcere, dove si trova la donna in attesa della convalida del fermo. Chiara, spiega il 44enne, «mi ha chiesto se poteva darmi una carezza e si è quasi giustificata per non avermi scritto dopo la scomparsa di Stefania. Ha detto che non le era sembrato il caso. Ma perdonarla, no. Quello no». Il giorno del delitto, secondo quanto ricostruito dai carabinieri del comando provinciale di Bergamo, Chiara avrebbe chiesto a un suo conoscente di passare a prendere Stefania dicendole di riferire che suo marito Stefano le aveva organizzato una festa a sorpresa. L’uomo, estraneo al delitto e non indagato, giovedì scorso si è presentato fuori dall’azienda in cui lavorava la vittima con una rosa e un bigliettino con su scritto ‘Ti amo’, convincendola a salire in auto. L’uomo e la vittima non si erano mai visti prima.

«Non mi capacito di come Stefania possa averci creduto, io non sono il tipo che fa quei gesti, di mandare biglietti con scritto ‘ti amo’. Non le avevo nemmeno mai fatto il regalo a San Valentino», dice il marito disperato. «Dietro la porta della camera da letto era rimasta appesa la tuta che Stefania portava in casa, in camera di Martina l’ultimo vestito che aveva indossato martedì. Li ho messi via, non riesco ad averli davanti agli occhi» conclude. (fonte: Leggo)

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