Condividi

Si chiama Stefano ed ha 54 anni il carabiniere-manifestante che la scorsa mattina, a Palermo, si è incatenato davanti ai cancelli della sezione penale del Tribubale di Termini Imerese.

Stefano Asciutto (questo il nome completo), era stato sospeso dal servizio in seguito ad una convalescenza post operatoria dovuta ad un infarto, verificatosi nel 2015. Era in servizio da 29 anni presso la compagnia di Termini Imerese.

Dopo l’intervento infatti, il Comando Legione Carabinieri Sicilia ha disposto 4 mesi di convalescenza e allo scadere la visita presso la C.M.O. di Messina. Dal 13 luglio 2015 ha effettuato una serie di visite presso l’ospedale militare e successivamente è stata disposta la sospensione dal servizio.

Sospeso e poi congedato dall’Arma “con giudizio di parziale inidoneità al servizio”, riferisce al quotidiano PalermoToday.

Si è incatenato per protesta poichè da allora attende l’esito di un ricorso presentato al TAR contro la decisione adottata nei suoi confronti.

Accertato infatti il pieno recupero delle proprie facoltà, l’uomo vorrebbe tornare al proprio lavoro. Da qui il gesto estremo.

“Quando la giustizia, le giustizie ( militare e civile ) con i suoi provvedimenti e/o con i suoi ritardi, incide pesantemente sulla vita dei cittadini – commentano dal Siulm, il sindacato unitario lavoratori militari– Il brigadiere paga i ritardi della giustizia che, in questo come in altri casi, incidono sulla vita delle persone che rimangono troppo tempo senza risposte”

“Adesso – spiega Stefano Asciutto – il 4 luglio, i giudici del Tar decideranno definitivamente la mia sorte”.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedente"Ha cercato di ammazzarmi": ma prima di essere accoltellato, Mario aveva fatto una cortesia al suo aggressore
Prossimo articoloMigranti, associazione sotto accusa per truffa: blitz della Guardia di Finanza. Milioni di euro di illeciti