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Sono già passati 3 lustri da quel maledetto 20 aprile 2004 quando quella terribile Porsche nera con a bordo dei trafficanti di droga, al casello della A1 di Reggio Emilia travolse e uccise volontariamente l’agente della Polizia Stradale Stefano Biondi in servizio presso la Sottosezione Polizia Stradale di Modena Nord. 15 anni tanti, veramente tanti, ma anche noi insieme alla cara famiglia di Stefano che era anche referente ASAPS, non lo dimentichiamo.

 Un ragazzo eccezionale, un poliziotto modello che si era già distinto in servizio per le sue qualità professionali e per la sua generosità. Anche quella sera stava per smontare dal suo turno di servizio, ma ricevuta la segnalazione con le ricerche della vettura che percorreva l’A1, volle tornare indietro per predisporre un posto di blocco. Una generosità che gli fu fatale.

 

A Stefano Biondi fu assegnata la Medaglia d’Oro al Valor civile, al suo omicida è stato assegnato l’ergastolo! 

Il 21 aprile 2017 nella sua città Cervia fu scoperta una lapide nell’androne del Palazzo comunale per ricordare Stefano figlio onorato della bella località della riviera romagnola Ciao Stefano sei sempre con noi. Con grande affetto.
 Giordano Biserni ASAPS

“Perché quell’uomo era già libero?”Arrestato M.D., il criminale che uccise l’agente Stefano Biondi. Per quell’omicidio era stato condannato a 14 anni di prigione, è stato rimesso in libertà dopo 6 di Seguito, la testimonianza un articolo di RomagnaNoi

La testimonianza di un collega su Facebook

( CERVIA 2010 ) “Così mi hanno ucciso il figlio 2 volte”. Questo il commento di Loredana Zavalloni, madre di Stefano Biondi, l’agente della polizia stradale morto nell’aprile 2004, investito a Reggio Emilia da un’auto che aveva tentato di forzare un posto di blocco. L’automobilista che travolse e uccise il poliziotto, il 37enne M.D., fu condannato a 14 anni di prigione, per questo c’è stato stupore alla notizia di un suo secondo arresto per rapina avvenuto sabato mattina. Nessuno si aspettava fosse tornato in libertà, soprattutto la mamma di Stefano che così ha commentato la notizia: “Perché quel delinquente era libero? Così mi hanno ucciso Stefano due volte. Doveva farsi 14 anni di carcere e invece era già fuori – si è sfogata la donna – e se sabato mattina M.D. avesse fatto un’altra strage, cosa avrebbero detto e fatto questi giudici che hanno rimesso in libertà un assassino?”

M.D., dopo 6 anni di galera per l’omicidio del poliziotto, aveva ottenuto la semilibertà da circa un mese. Provvedimento che non ha fatto desistere il colpevole dal compiere un altro reato, arrestato sabato dopo una tentata rapina in un negozio di preziosi a Bologna. Il 37enne quando è stato fermato aveva in tasca una pistola Beretta armata.

“Non riesco a crederci – ha commentato la madre di Stefano – quell’uomo già aveva avuto il minimo della pena e lo Stato gli concede addirittura ulteriori sconti rilasciandolo. Questo dimostra che le nostre leggi non funzionano proprio, i delinquenti sono fuori e i giusti sotto terra, è una vera vergogna”.

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