Strage di Bologna, la rabbia dei familiari, 40 anni dopo: “I responsabili trattati come star”

BOLOGNA – Tremano ancora di rabbia le parole di Paolo Bolognesi, il presidente dell’associazione delle vittime della Strage di Bologna, oggi sul palco di Piazza Maggiore per il quarantesimo anniversario della strage della stazione di Bologna. “Il trattamento di favore riservato ad alcuni responsabili è sconvolgente – ha tuonato, ricordando gli omicidi commessi dagli ex terroristi dei Nar Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, e gli ergastoli a cui sono stati condannati – sono stati ricompensati lautamente per il loro silenzio, infatti non hanno mai collaborato e oggi sono pienamente liberi e spesso trattati come star”.

“I risultati della maxi-indagine sui mandanti confermano che quel vile attentato fu una bomba “nera”, pensata dai vertici della P2, eseguita dalla manovalanza fascista dei Nar, protetti da uomini della P2, inseriti nei punti nevralgici dei Servizi segreti”, ha continuato Bolognesi durante la manifestazione senza corteo verso la Stazione, per le norme anti Covid. “Si voleva colpire Bologna la rossa. Ma nel loro progetto criminale di potere, esecutori e burattinai fecero un solo errore. Non tenere conto della reazione dei cittadini di Bologna”.

“Oggi, dall’inchiesta sui mandanti – aggiunge davanti a circa 2mila persone presenti in piazza – spuntano possibilità notevoli per la verità su questo e altri avvenimenti che sono accaduti prima e dopo” e questo “è il momento che può dare una svolta totale, che sarà la verità completa, non solo a beneficio delle vittime ma di tutta Italia. Ricordate le battaglie fatte perché l’inchiesta non venisse archiviata e quelle per la legalità e la leggi in questo campo. Vogliamo avere la verità completa, sarà un beneficio per tutta la nazione italiana”.

Infine, la beffa sulla norma sui risarcimenti alle vittime di Strage: “Nella finanziaria hanno fanno una furbata – conclude Bolognesi –  Avevano messo i nostri articoli e poi all’ultimo momento li hanno tolti. Una furbata, che i familiari delle vittime non meritano”.

 

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