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SOS1308525Adescate sui social network, di mattina erano in classe e di pomeriggio ricevevano i clienti in una casa ai Parioli

Roma, 28 ottobre 2013 – Giovanissime e spregiudicate. Le loro foto in slip e reggiseno era fra le più cliccate su un sito di incontri on line. Compagne di scuola di 14 e 15 anni trasformate in squillo da quattro sfruttatori e dalla madre di una delle ragazze, arrestati dai carabinieri dopo sei mesi di indagini.

SEI CLIENTI DENUNCIATI -Gli incontri sessuali a pagamento – a 250 euro all’ora – avvenivano sempre di pomeriggio, dopo la scuola, in un appartamento di viale Parioli dove uno dei protettori delle minorenni accompagnava in taxi le ragazze e le andava a riprendere dopo aver organizzato i loro incontri con i clienti. Fino a questo momento gli investigatori del Nucleo investigativo dell’Arma ne hanno identificati e denunciati sei, ma sarebbero molti di più.

600 EURO AL GIORNO – Dagli accertamenti dei militari dell’Arma è anche emerso che gli sfruttatori arrivavano a guadagnare anche 600 euro al giorno grazie agli appuntamenti delle due studentesse, che vivono alla periferia est della Capitale: una di loro era stata agganciata da uno degli arrestati proprio su internet e poi aveva coinvolto anche l’amica.

LA DENUNCIA DELLA MADRE – Le indagini sono scattate nell’aprile scorso dopo la denuncia presentata proprio dalla madre di quest’ultima preoccupata dall’atteggiamento sempre più violento della figlia e dalla sua disponibilità di denaro completamente ingiustificata vista l’età. Il soldi della prostituzione, oltretutto, venivano spesi dalle due amiche per acquistare hashish e cocaina.

SQUILLO MAGGIORENNI – Intercettazioni telefoniche e pedinamenti hanno consentito ai carabinieri di ricostruire il giro di sfruttamento che aveva coinvolto anche squillo maggiorenni inviate a pagamento anche a Bologna e a Milano per i loro appuntamenti.

TENTATA ESTORSIONE – Gli arrestati sono residenti a Roma (uno è abruzzese) e hanno fra i 29 e i 43 anni. Sono accusati di sfruttamento e induzione della prostituzione con l’aggravante della minore età. Uno di loro anche di tentata estorsione per aver ripreso gli incontri sessuali della quindicenne e di aver preteso da lei 1.500 euro per non pubblicare le immagini su internet. (corriere.it)

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