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La 50enne era minacciata di morte e stuprata dall’uomo che era solito rinchiuderla nella gabbia del cane dove era costretta a stare per ore tra gli escrementi dell’animale. Atroci le sofferenze che il 44enne avrebbe inferto alla donna che, solo in due occasioni si recò al pronto soccorso per farsi refertare due fratture: tutte le altre volte avrebbe subito in silenzio per il timore di ulteriori ritorsioni.

Tra le sevizie inferte dall’uomo, che si divertiva a spegnere le sigarette sulla pelle della compagna, non sarebbero mancati gli abusi di natura sessuale, anche questi, conditi da continui insulti alla vittima trattata spesso come una prostituta dal compagno che, dopo i rapporti, le lanciava dei soldi sul letto. Un calvario agghiacciante che non si sarebbe interrotto neppure dopo la fine della relazione. Secondo le accuse della Procura il 44enne avrebbe continuato a perseguitare la sua ex al fine di costringerla a corrispondergli le somme di danaro.

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