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maestra scuolaRoma, 6 luglio 2014 – Per quattromila professori potrebbero presto aprirsi le porte della pensione. La prossima settimana sarà depositato un emendamento alla riforma della Pubblica amministrazione per risolvere il caso degli «esodati della scuola», ribattezzato anche «quota 96», gli insegnanti che nel 2012 pur avendo maturato i requisiti per la pensione (36 anni di contributi e 60 di età) non avevano potuto lasciare il lavoro per una ”dimenticanza” della legge Fornero. A differenza di tutte le altre categorie, infatti, l’anno lavorativo per i dipendenti della scuola non termina il 31 dicembre, ma il 31 agosto. Avendo chiuso le saracinesche della pensione per tutti alla fine dell’anno solare, la legge Fornero ha di fatto costretto quattromila insegnanti che già avevano fatto domanda di ritiro ed avendone i requisiti, a rimanere a lavoro per diversi anni ancora. Da tempo alla Camera di lavora ad una correzione di questo errore della riforma previdenziale, ma tutte le proposte sono state sempre frenate dalla Ragioneria generale dello Stato per mancanza di coperture economiche. Ma proprio qui sta la novità. I 416 milioni di euro in cinque anni adesso ci sarebbero. A confermarlo è il presidente della Commissione bilancio, Francesco Boccia. «Le coperture le abbiamo trovate», spiega a Il Messaggero, «arriveranno dalla spending review». Ed in effetti per la Ragioneria potrebbe essere difficile dire no ad un’ipotesi del genere, considerando che la stessa staffetta generazione attuata tramite l’abolizione del trattenimento in servizio, inserita proprio nel decreto sulla pubblica amministrazione, è stata finanziata alzando gli obliettivi dei tagli di spesa affidati al commissario Carlo Cottarelli.

 
di Andrea Bassi
Fonte Il Messaggero

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