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Le primarie napoletane del Pd meritano di essere analizzate non solo per il video di fanpage.it che impazza in rete ma per il voto quartiere per quartiere che dice qualcosa di interessante. Sarà pure vero che le classi sociali non sono più quelle di un tempo, ma il fatto che il vecchio Bassolino vinca a Chiaia, Vomero e Posilippo, i quartieri bene, e la giovane Valente trionfi nelle periferie, qualcosa dovrebbe pur significare. Invece no, assicura Claudio Velardi in un commento sul suo blog dove sostiene che la città vera non c’entra nello scontro di due apparati. Quello dello sdegno morale che fu, nei quartieri alti, bassoliniano, poi anti bassoliniano e ora di nuovo per Bassolino in nome dell’antirenzismo. E quello meno presentabile che “organizza il clientelismo spicciolo, vive di politica e lotta per la sopravvivenza abbandonando il vecchio padrone”. Il personaggio emblematico diventa Aniello Esposito detto “Bobò”, consigliere comunale molto votato nei quartieri di S. Giovanni a Teduccio e Barra, che insieme all’altro consigliere comunale Antonio Borriello, uno dei protagonisti del famoso video, ha garantito il trionfo di Valeria Valente nella zona che fu feudo elettorale della sinistra del Pci e poi di Bassolino. Non è detto che Bobò e i suoi compagni siano poi così peggiori degli “aristo-dem” di Posillipo, il fatto è che gli uni e gli altri poco hanno a vedere con la città e ancor meno hanno da dirle. Se Velardi ha ragione non si può non convenire con lui che “questa storia andrà a finire male”. Indipendentemente dai ricorsi.

Massimo Bordin

Roma, 10 marzo 2016

fonte IlFoglio

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