Tagliare l’acqua ai cittadini morosi. Il sindaco: “Procederemo anche per la Tari”

Stop all’erogazione dell’acqua ai morosi: sigilli ai contatori e possibilità di rateizzazione sulle somme pregresse.

E questa l’azione intrapresa dal comune di Messina che negli anni ha visto ammanchi alle proprie casse diversi milioni di euro, ben 224 per 192mila debitori.

Del resto il sindaco Cateno De Luca aveva avvisato “o saldate, o restate senza acqua”. E così la municipalizzata Amam ha recuperato un milione in soli tre giorni.

Il principio è uno solo: pagare tutti per pagare meno. “Questa regola vale per tutti i tributi, compresa la tassa sui rifiuti. Nei prossimi giorni – annuncia Francilia – prenderemo provvedimenti anche in questa direzione. Sono in corso di lavorazione gli avvisi di accertamento per le annualità più recenti della Tari, che contengono l’ulteriore aggravio delle sanzioni per omesso versamento (pari al 30% dell’imposta non versata) e l’aggiunta degli interessi maturati”.

“La linea dura paga – ha detto Cateno De Luca – non vogliamo vessare nessuno, vogliamo solo che tutti paghino il giusto per pagare tutti meno”.

Lo aveva infatti detto: “La stretta del Comune è necessaria poiché utile a quel 17% di messinesi che sono puntuali nei pagamenti e che, con il recupero coattivo delle somme dovute dai morosi, potranno godere di una ridotta tariffa della bolletta Amam”.

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