Tajani smorza i toni su Trump: le critiche non cancellano il buon rapporto tra Bruxelles e Washington

Ad un certo punto, prima di interrompere la chiamata, Trump avrebbe avvertito il premier australiano di aver già discusso al telefono con altri capi di Stato quello stesso giorni – incluso il presidente Russo Vladimir Putin – e che quella in corso era “di gran lunga la chiamata peggiore”. Le indiscrezioni fornite dalla “Washington Post” cozzano con il resoconto ufficiale della chiamata fornito dalla Casa Bianca, secondo cui i due leader avrebbero “enfatizzato le forza e la vicinanza delle relazioni bilaterali, fondamentali per la pace, la stabilità e la prosperità della regione dell’Asia-Pacifico e globali”. Il confronto telefonico con il presidente messicano Enrique Pena Nieto è stato, se possibile, ancor più acceso, almeno stando alle indiscrezioni raccolte dall'”Associated Press”, che però il governo messicano ha tenuto a smentire. Pare infatti che discutendo del piano per il muro al confine tra Usa e Messico, che ha fatto precipitare le relazioni bilaterali, Trump abbia addirittura minacciato Neto di inviare le Forze armate Usa in territorio messicano: “Ci sono un sacco di ‘bad hombre’ (individui poco raccomandabili, ndr) dalle vostre parti. Non state facendo abbastanza per fermarli. Penso che i vostri soldati abbiano paura. I nostri no, potrei inviarli laggiù ad occuparsi della questione”, avrebbe affermato il presidente Usa. La Casa Bianca, almeno per il momento, non ha commentato ufficialmente le indiscrezioni. Il governo messicano, invece, le ha definite “ricostruzioni non accurate”. Sia come sia, i governi dei due paesi paiono intenzionati ad accantonare, almeno per il momento, le gravissime tensioni della scorsa settimana: stando a un documento governativo messicano, infatti, i due paesi si preparano ad avviare la rinegoziazione del North American Free Trade Agreement (Nafta), come promesso dal presidente Usa nel corso della campagna elettorale. Un comunicato pubblicato sul sito web dei ministri di Esteri ed Economia messicani riferisce che il governo ha avviato una consultazione di 90 giorni con il settore privato “in concomitanza con le procedure interne del governo degli Stati Uniti”.

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La Tunisia richiede l’estradizione di un sospetto terrorista arrestato in Assia
Berlino, 2 feb 09:49 – (Agenzia Nova) – Un portavoce del ministero della Giustizia tedesco ha reso noto che le autorità tunisine hanno richiesto l’estradizione di uno dei sospetti terroristi arrestati mercoledì in Assia. L’uomo, un 36 enne sospettato di pianificare attentati in Germania per conto dell’Isis, era stato già identificato dalla polizia tunisina, secondo l’esperto di terrorismo Sufian al-Saliti, e sembra sia coinvolto nell’attacco del marzo 2015 al museo del Bardo a Tunisi. L’uomo era già stato arrestato in Germania, ma poi rilasciato perché le autorità tunisine non avevano recapitato i documenti necessari all’estradizione.

Roma, 3 febbraio 2017
fonte ilFoglio