Terapia al plasma iperimmune: sì alla sperimentazione

Novità nell’ambito della ricerca e il ruolo del plasma nella cura al Coronavirus.

Plasma e sperimentazione. Autorizzato dal comitato etico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani lo studio nazionale per l’efficacia e il ruolo del plasma. Il plasma, come sappiamo, sarà ottenuto da pazienti convalescenti da Covid-19.

Come reso noto dall’Aifa, il parere unico rilasciato dal comitato etico ha validità immediata su tutto il territorio nazionale. Lo studio vede al momento coinvolti 56 centri, distribuiti in 12 Regioni.

Particolare attenzione da parte dei media è l’ospedale di Circolo di Varese, inserito all’interno dello studio nazionale per la sperimentazione della terapia al plasma iperimmune.

Il gruppo di coordinamento è impegnato a valutare l’efficacia di questa nuova terapia.

Come spiega il professor Paolo Grossi, Direttore delle Malattie Infettive dell’ospedale, la sperimentazione sula terapia al plasma risulta necessaria per una sua piena applicazione futura in tutto il Paese.

“Questo Steering Comittee – spiega il professore – è costituito per affinare un protocollo di studio redatto all’Ospedale di Pisa al fine di renderlo applicabile in maniera uniforme e coerente su tutto il territorio nazionale”.

 

Come si procede?

Si rende necessario individuare i pazienti guariti. Tra questi, saranno individuati gli idonei alla donazione.

Successivamente, verra preso in considerazione chi ha sviluppato una risposta anticorpale sufficiente per poter rendere utile il plasma donato.

Il plasmo verrà comunque trattato e conservato in maniera apposita prima di essere adoperato sui pazienti ancora contagiati.

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