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Condannato per terrorismo. Si è concluso con una condanna a 3 anni e quattro mesi di reclusione il processo con rito abbreviato a carico di Mohamed Kamel Eddine Khemiri, tunisino di 41 anni residente a San Marcellino in provincia di Caserta, in carcere da agosto dello scorso anno, con l’accusa di aver procurato documenti falsi ai migranti clandestini e da poco rinviato a giudizio con l’accusa di terrorismo che lo vedrà alla sbarra davanti ai giudici della Corte di Assise di Napoli a fine aprile.

Ieri, il gup del tribunale di Napoli Nord, Antonino Santoro, ha condannato Khemiri per associazione a delinquere di cui era ritenuto promotore e falso ideologico, assolvendolo da un altro capo di imputazione legato ai permessi di soggiorno.

Il pubblico ministero aveva chiesto 4 anni di reclusione ma nei prossimi giorni il suo legale, il penalista Fabio Della Corte, presenterà un’istanza di arresti domiciliari. Per la Procura – e dal 9 marzo scorso anche per il gip Maria Luisa Miranda del tribunale di Napoli – il tunisino è un militante dell’Isis, dedito al «proselitismo in favore delle organizzazioni di matrice islamista», e va processato per il reato di terrorismo internazionale.

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