epa05724385 Britain's Prime Minister Theresa May delivers her keynote 'Brexit speech' at Lancaster House in London, Britain 17 January 2017. May was quoted as saying that staying in the single market would keep the UK under the influence of EU law, a move that would be contrary to the result of the referendum on 23 June 2016. EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA / POOL international pool
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Chi si immaginava una Theresa May titubante e indecisa sulla Brexit si è dovuto ricredere. In un discorso alla Lancaster House di Londra la premier britannica ha detto “In questo momento stiamo abbandonando l’Unione europea e pianifichiamo un vertice biennale del Commonwealth. Costruiremo una Gran Bretagna veramente mondiale. Non vogliamo più essere membri del mercato unico europeo”.

E ancora: “Non vogliamo che l’Unione europea si smembri ma da parte dell’Ue è mancata la flessibilità nei confronti di Londra e i britannici se ne sono accorti”, “Con la Brexit vogliamo una Gran Bretagna più forte, giusta, unita e rivolta all’esterno”. “La tutela dell’Unione è al cuore di ogni azione della Gran Bretagna perché soltanto uniti possiamo cogliere le opportunità che ci attendono” ha sottolineato May, che ha poi spiegato che il Parlamento britannico voterà sull’accordo finale emerso dai negoziati sulla Brexit.

Dura però anche la risposta della leader scozzese Nicola Sturgeon che ha detto che il piano di Londra per la Brexit “non è nel nostro interesse nazionale”.  “E’ ormai chiaro che il Regno Unito sta andando verso una hard Brexit – ha aggiunto la ‘first minister’ riferendosi alla decisione di lasciare il mercato unico europeo – che minaccia di essere economicamente catastrofica”.

“Bene che ci sia chiarezza ma non si può creare l’illusione che lasciando l’Ue si possano continuare ad avere i vantaggi delle sue istituzioni”. Così invece ha replicato il capo negoziatore del parlamento europeo per la Brexit, Guy Verhofstadt. “Le minacce come quella di creare un paradiso fiscale non aiutano – ha aggiunto -. Non credo che faremo molti progressi con le minacce”.

Riccardo Ghezzi

Roma, 19/1/2017

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