Ticket sanità: arriva la riforma. Ecco quanto si paga e chi è esente

Il sistema dei ticket sanitari potrebbe essere presto rivoluzionato. Si va verso l’incontro tra le Regioni e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Domani si discuterà dell’eventuale abolizione dei ticket, ovvero delle tasse che il cittadino paga in cambio di determinate prestazioni sanitarie. Era stata proprio la ministra nelle scorse settimane ad annunciare l’intenzione di avviare un confronto con le Regioni sul tema. “Abbiamo una disparità dei ticket tra Nord e Sud spaventosa”, aveva spiegato Lorenzin, “a cui poi si aggiungono fenomeni come quelli delle liste di attesa e della fuoriuscita dal servizio pubblico”. Nell’ambito di una “sana e intelligente spending review sulla sanità” è quindi possibile che i ticket, che attualmente “valgono 3 miliardi circa su 113 miliardi che è il Fondo complessivo sanitario”, vengano aboliti.

Ma cos’è e come funziona il ticket sanitario? Il ticket sanitario, introdotto nel 1982, è una tassa che il cittadino paga in cambio di determinate prestazioni sanitarie fornite dallo Stato. Attualmente i ticket riguardano le prestazioni specialistiche (visite, esami strumentali e analisi di laboratorio), le prestazioni di pronto soccorso, le cure termali e le prestazioni farmaceutiche, solo nelle Regioni che hanno autonomamente deciso di introdurli. Tuttavia, diverse categorie di pazienti, affetti da particolari tipologie di malattie indicate sul sito del Ministero della Salute insieme alle modalità per richiedere l’esenzione dal ticket, sono sollevate dal versamento di questa quota. Al cittadino può essere riconosciuto il diritto all’esenzione dal ticket anche sulla base di particolari situazioni di reddito associate all’età o alla condizione sociale, o del riconoscimento dello stato di invalidità e in altri casi particolari (gravidanza, diagnosi precoce di alcuni tumori, accertamento dell’HIV).

Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale, l’importo dovuto dall’assistito è pari alla somma delle tariffe delle prestazioni contenute nella ricetta, fino al tetto massimo di 36,15 euro per ricetta (fatta eccezione per le Regioni Friuli Venezia Giulia e Lombardia, che hanno previsto un tetto massimo di 36 euro, della regione Sardegna, che ha fissato il tetto massimo in 46,15 euro e della regione Calabria, che ha fissato il tetto in 45 euro). Al ticket vanno aggiunte l’eventuale quota di partecipazione introdotta da alcune regioni (Lazio, Campania Molise, Sicilia) e la quota fissa aggiuntiva da 10 euro senza alcuna modifica introdotta da alcune regioni (Lazio, Liguria, Calabria, Puglia, Sicilia, Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche Abruzzo e Molise).