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In base alla legge n.40/2007, in particolare al comma 3 dell’articolo 1, il diritto di recesso dal contratto telefonico non comporta costi o spese a carico del consumatore.

Si può cambiare operatore telefonico senza costi in ogni momento perché l’operatore telefonico che viene “disdetto” non può addebitare costi, anche indiretti, per il recesso. L’Autorità garante per le comunicazioni ha imposto piena trasparenza agli operatori sui costi applicati per attivazione e disattivazione di tutte le proprie offerte.

Il recesso può avere dei costi nel caso di adesione a un’offerta o promozione, normalmente di durata predeterminata (per esempio tariffe telefoniche che prevedono un costo ridotto per il primo anno rispetto alla tariffa standard; oppure ancora contratti di telefonia mobile in abbonamento che permettono di acquistare a rate anche smartphone e tablet). Generalmente, quando con l’abbonamento a un operatore di telefonia mobile si è scelto di acquistare a rate uno smartphone o un tablet, il contratto prevede che in caso di recesso anticipato si debba pagare un contributo a cui si sommano tutte le rate rimanenti.

Gli operatori devono pubblicare sui loro siti web i costi applicati per l’attivazione e la disattivazione (in caso di cessazione o di trasferimento della linea) delle diverse offerte proposte al pubblico. Nel caso delle linee di telefonia fissa, i costi di disattivazione devono essere indicati per tutte le tariffe offerte, vale a dire per la linea voce, per la linea ADSL e per la linea voce+ADSL.

Qualsiasi contratto con operatori di telefonia può essere rescisso entro 14 giorni dalla data di stipula del contratto stesso. Il diritto di recesso è garantito tanto nel caso di telefonia mobile che di telefonia fissa.

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