Perché su Tommaso a “L’Eredità” c’è poco da ridere

SCRIVE LA STAMPA: Tommaso Accinelli Fasoli, anni 34, di Lodi, Lombardia operosa. Ha una laurea triennale in ingegneria, e, in dieci anni da quando l’ha presa, ha lavorato per due. Per otto anni è stato disoccupato.

Così, quando Carlo Conti gli ha fatto la domanda rituale «Tu cosa fai nella vita», Tommaso ha risposto d’impulso una parola sola.

«Schifo».

Risate del pubblico, risate del conduttore.

In effetti, sembrava una gag.

Poi Tommaso ha raccontato la sua storia. Ci ha messo dentro anche la fidanzata. E solo dopo un attimo di esitazione ha ammesso che lei è l’unica cosa che non fa schifo, della sua vita. Poi Tommaso ha anche detto che il suo sogno è possedere un negozio di scarpe da donna con il tacco. O almeno di lavorarci da commesso. E qui, altre risate. Sulle quali Tommaso ha spiegato che gli piacciono le donne e l’eleganza e anche i tacchi.

Sembrava una delle decine di gag della «Eredità». Invece, è diventata virale.

Perché fa ridere? Sì.

Ma forse anche per altre ragioni.

E’ stata, quella battuta di Tommaso, uno svelamento. Un gesto liberatorio. Qualcosa che esce dal cuore. L’idea che hai di te stesso. L’idea che ti fai sul tuo futuro.

Confindustria ha appena detto che nei prossimi 5 anni mancheranno 280.000 tecnici per le imprese di meccanica, chimica, moda, agroalimentare. Sono troppo pochi gli iscritti degli istituti tecnici. E’ forse troppo basso il prestigio che la società attribuisce a un tecnico specializzato.

Sono due fatti. I 34 anni di Tommaso che dice di fare «schifo». E i prossimi 5 anni in cui 280.000 tecnici specializzati troveranno lavoro.

E se li facessimo interagire?

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