Trascinata e schiacciata dall’auto degli scippatori. Francesca trova la forza di raccontare: «Mi urlava lascia la borsa o ti sparo in faccia»

scippoAversa (NAPOLI), 15 Sett. – . Sono stabili le condizioni di Francesca Di Donato, 23 anni, la studentessa universitaria di Sant’Antimo, che nella notte tra sabato e domenica scorsa è stata trascinata e travolta dall’auto di due criminali, dopo aver resistito allo scippo della sua borsa, all’uscita del locale di via Seggio ad Aversa, dove lavora come barista nei weel end.

La ragazza, a cui era stata asportata la milza subito dopo il ricovero d’urgenza presso l’ospedale civile di Aversa, ha trascorso una notte relativamente tranquila, nonostate i postumi dell’intervento e il costante monitoraggio del rene sinistro, gravemente compromesso in quella manciata di secondi di pura follia criminale.

Nonostate questo preoccupante quadro clinico, per la prima volta dopo ventiquattro ore, i medici si sono lasciati ad andare ad un cauto ottimismo. Le condizioni non sono peggiorate, e poi il forte fisico dei ventitrè anni della vittime, fanno bene sperare che il rene danneggiato, possa rimprendere a filtrare da solo, cosa che eviterebbe alla vittima un secondo intervento di asportazione. E ieri mattina, dopo un consulto medico, i sanitari del Moscati di Aversa, hanno concesso il permesso agli inquirenti di incontrare la ragazza, a patto che il tutto si svolgesse in pochi minuti.

Provata e ancora sotto l’effetto degli antidolorifici, Francesca Di Donato ha accettato di buon grado di rispondere alle domande degli agenti del commissariato di Aversa, diretto dal vice questore primo dirigente Paolo Iodice. La studentessa universitaria, ha di fatto confermato la dinamica di quanto accaduto. Dopo aver lasciato il locale intorno alle tre del mattino, mentre alcuni sui amici si intrattenevano per quattro chiacchiere, lei si è avviata a predere la sua auto, lasciata in sosta a qualche decina di metri.

Poi ha raccontato ai poliziotti, si avere avuto appena il tempo di avvertire il rumore dell’arrivo di un’auto alle sue spalle, che è stata violentemente proiettata in avanti dall’azione di strappo della sua borsetta, dentro la quale c’erano solo pochissimi euro e la documentazione universitaria. Per questo come reazione immediata, ha stretto le sue mani sul fondo della borsa, mentre il criminale, che si sporgeva per metà dal finestrino di questa famigerata Punto nera, imprecando e bestemmiando le ha gridato in dialetto di lasciare la borsa, altrimenti l’avvrebbe uccisa a colpi di pistola.

Li dentro, ha detto con un filo di voce Francesca, c’erano i mie soldi, pochi ma tutti sudati, e i documenti importanti. Perchè avrei dovuto lasciare la mia borsa a quei delinquenti ? Poi si è chiusa in un doloroso silenzio. Immobile nel lettino della terapia intensiva, con il corpo martoriato dal bisturi e dall’intricato groviglio dei tubicini dei drenaggi.

E solo allora i medici hanno chiesto ai poliziotti di lasciarla stare, mentre la ragazza veniva consegnata all’oblio senza sogni di un altro sedativo. In tutta la zona, proseguono le ricerche della Punto di colore nero, che già era stata segnalata per altri due episodi simili, con donne vittime, che per fortuna nel corso degli “scippi” con trascinamento hanno riportato solo delle contusioni e abrasioni. I poliziotti hanno tracciato un primo identikt di uno di questi due balordi, sempre ad un passo a trasformarsi in assassini. L’uomo che ha strappato la borsa alla vittima ha capelli corti, un po’ di barba. Quanto accaduto ieri notte, segue di qualche giorno un episodio analogo, che fa il pari con altre rapine commesse con la stessa tecnica. Gli inquirenti hanno individutato alcune telecamere di sorveglianza dei negozi di via Seggio, dalle cui registrazioni i poliziotti di aspettano di individurare elementi utili per l’identificazione di questi balordi, diventati il terrore di via Seggio.

Fonte: Il Mattino – Marco di Caterino