Travolto dagli insulti sui social, agente si spara con l’arma d’ordinanza

Un agente di Polizia locale si è ucciso sparandosi con la pistola di ordinanza.

È accaduto a Palazzolo, in provincia di Brescia. L’agente, 44 anni, si è ammazzato vicino alla sede della Polizia locale dove lavorava. L’agente era finito tra le polemiche qualche giorno fa per aver parcheggiato l’auto della polizia in un posto riservato ai disabili, a Bergamo, vicino ad una sede universitaria.

L’agente era stato preso di mira sui social, si era scusato e si era anche automultato. Al momento però non è stato specificato se l’uomo ha lasciato un biglietto per spiegare i motivi del gesto.

“Grande dispiacere”.  È lo stato d’animo espresso da Giovanni Manzoni, presidente della sezione bergamasca dell’associazione nazionale mutilati e invalidi civili, dopo il suicidio dell’agente della polizia locale che aveva parcheggiato la sua auto in un posto riservato ai disabili.

L’intervista all’AGI

Pensa di avere delle responsabilità per la morte dell’agente?

Purtroppo, come mi aveva spiegato il suo comandante, aveva dei gravi problemi personali.  La questione del parcheggio è stata la ‘goccia’, non ti vai a sparare per avere messo l’auto in un posto disabili, al massimo ti tirano dietro qualche insulto, ma basta. Avevamo accettato pubblicamente le sue scuse , per me era finita lì.

Avevate avuto modo di spiegarvi di persona?

No,  ma lui mi aveva fatto pervenire le sue scuse tramite il comandante. Eravamo d’accordo di vederci in settimana per stringerci la mano e chiudere del tutto la questione.  Dopo avere saputo dal suo comandante  che viveva un momento di difficoltà, avevo invitato i giornalisti che mi chiamavano a lasciare perdere perché, dopo le scuse, non c’era più niente da aggiungere.

Domenica sera avevo detto al comandante che, questa settimana, sarei stato a Roma martedì e mercoledì e poi sarei stato disponibile per un incontro. L’agente aveva capito di avere sbagliato, forse anche per la segnaletica messa giù male, come aveva spiegato lui. Si era anche impegnato a donare cento euro alla nostra associazione. Era davvero una storia chiusa.

Come mai nessuno aveva rimosso l’auto in divieto?

Quella mattina eravamo intasati di segnalazioni su quel parcheggio per disabili che si trova  di fronte all’università. Erano stati chiamati i vigili di Bergamo per rimuovere l’auto, ma non era venuto nessuno perché erano tutti occupati; se l’avessero rimossa, forse, non sarebbe successo tutto quello che è venuto dopo. In media riceviamo due-tre segnalazioni al giorno, ma tanti non chiamano nemmeno più perché ormai la gente lascia perdere visto che poi non si muove nessuno a fra rispettare il diritto al parcheggio perché dicono che non hanno pattuglie”.

Avete sentito i familiari del vigile?  

La sua compagna ha chiamato in associazione, la sentiremo ed esprimeremo il nostro dispiacere.

Ora è lei sotto attacco, sul suo profilo Facebook alcuni l’accusano di avere provocato la morte dell’agente..

Non ho guardato Facebook. Continueremo a fare il nostro dovere di segnalare l’utilizzo improprio dei parcheggio, senza nulla togliere la dispiacere di avere segnalato un’auto a bordo della quale c’era un uomo che aveva dei gravi problemi. Ma questo noi non potevamo saperlo…      (FONTE: AGI)

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate

Potrebbero interessarti anche