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Terremoto sugli Appennini, sciame sismico in provincia di Modena

La terra trema sull’Appenino emiliano. A partire dalle 4 di mattino, una serie di scosse di terremoto ha interessato il confine tra Toscana ed Emilia Romagna. Quella più forte è stata di magnitudo 3.6 sulla scala Richter; avvertita alle 9.32 ha avuto come epicentro Pievepelago sull’appennino modenese. Non si registrano danni a persone e cose.

LE FAGLIE

In Toscana ce ne sono quattro, di “vene” – scrive il tirreno – Una è in Lunigiana: parte da Gragnola e Fivizzano e poi tira dritto su verso nord ovest. Un’altra è in Garfagnana, da Bagni di Lucca fino a sfiorare Cerreto Laghi. E infine una fascia più piccola che va da Collesalvetti (Livorno) fino a Orciano Pisano (Pisa).

Non ci sono immagini a dimostrarlo. Nè tantomeno rilievi o test. Ma la storia e i calcoli. Per elaborare la mappa i sismologi sono infatti partiti dai terremoti storici. Perché dove c’è stato un terremoto – dicono – sicuramente ce ne sarà anche un altro. Magari cent’anni dopo. E magari leggero. Ma pur sempre zona sismica è. Da qui, analizzando le caratteristiche geologiche, hanno disegnato il quadro sismotettonico della regione per individuare le zone dove possono esistere faglie potenzialmente pericolose.

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