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LE CURE IN GERMANIA

La madre dell’uomo chiede «di perdonarlo» e ricorda la malattia mentale del figlio: «sentiva le voci -dice- stava male». Ma in Italia non era in cura presso il servizio di igiene mentale come invece lo era in Germania dove l’uomo, con madre e fratello, aveva vissuto. Forse anche per il suo disagio Alejandro dopo i due omicidi si è chiuso nel silenzio e non ha risposto neanche al magistrato. Il giorno dopo la tragedia, Trieste, scioccata dalla violenza del giovane dominicano, si stringe a se stessa e, in particolare, intorno alla Questura. E si pone domande che solo l’inchiesta potrà chiarire per accertare come sia stato possibile che un’operazione di routine, come quella di accompagnare un accusato di furto presso gli uffici della Questura – scortato anche dal 118 – sia sfociata in un pomeriggio di sangue.

Intanto, è stato operato ieri sera alla mano sinistra il terzo poliziotto rimasto ferito nella sparatoria avvenuta nella Questura di Trieste. L’agente, come riporta il bollettino dell’ospedale di Cattinara, “è attualmente ricoverato presso il reparto di ortopedia e le sue condizioni di salute sono buone“. Nella stessa struttura è piantonato Alejandro Stephan Meran che ha sparato contro gli agenti. Attualmente è ricoverato presso la medicina d’urgenza, in terapia farmacologica. Le condizioni sono stazionarie e non è in pericolo di vita.

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