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Sono tornati quasi tutti sul territorio i componenti della banda accusata di aver compiuto rapine, furti e truffe ai danni di numerosi cittadini tra il cremonese e la bassa piacentina

Avevano compiuto numerose rapine tra la bassa piacentina e zone di cremona le 34 persone finite in arresto lo scorso Marzo. L’operazione era stata condotta dai Carabinieri che per la speciale operazione aveva messo in campo un notevole dispiegamento di uomini e mezzi: un centinaio di militari tra territoriali, cinofili, battaglioni ed anche un elicottero. Gli arrestati, secondo le informazioni fornite dalla stampa locale erano state accusate a vario titolo di reati come associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati, furti in abitazione, ricettazione, riciclaggio, estorsione, truffa, detenzione e spaccio di cocaina, utilizzo fraudolento dei mezzi elettronici di pagamento, detenzione e porto abusivo di armi.

Gli arrestati erano per lo più sinti di origine veneta e l’operazione era stata portata a termine nei campi nomadi di Piacenza e Caorso. Secondo quanto scriveva all’epoca CremonaOggiMentre gli uomini del gruppo si dedicavano principalmente a furti in abitazione e cascine, le donne erano dedite a truffe e raggiri a danni di anziani, alcuni dei quali venivano anche circuiti e poi ricattati (…) Il gruppo criminale era organizzato “con il pugno di ferro” (…) da un 50enne italiano, sposato con una sinti del campo nomadi di Caorso. L’uomo si sarebbe spinto fino a minacciare il sindaco del Comune della Bassa, Roberta Battaglia, negli uffici del municipio il 10 febbraio del 2018. Parte dell’attività illecita ruotava, infatti, attorno alla discarica di Caorso, dalla quale venivano prelevati materiali di vario tipo, per essere poi smerciati a due ditte compiacenti del piacentino, insieme ad altri proventi dei furti”

E’ notizia di poche ore fa, fornita dal sito laprovinciacr.it che buona parte della banda sarebbe adesso già in libertà e avrebbe già fatto ritorno sul territorio nel totale sconforto di cittadini, compresa la stessa Sindaco Roberta Battaglia che ha affermato “Dopo il sollievo di qualche settimana fa, ora c’è preoccupazione e amarezza. Sono quasi tutti fuori a 20 giorni dal blitz”. “La scarcerazione – spiega La Provincia CR – è conseguenza del ricorso al tribunale del riesame di Bologna, che ha accettato la richiesta facendo cadere l’accusa più pesante e cioè quella dell’associazione a delinquere”

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