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Scoperto un nuovo ventaglio di terapie di precisione per la cura del tumore del colon retto, una patologia che resta in cima alla classifica dei big killer, nonché’ la seconda per frequenza in Italia e nel mondo. Il progetto di ricerca è stato finanziato da Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) e coordinato dalla dottoressa Malù Coluccia, in collaborazione con il professore Michele Maffia, docente dell’Università del Salento e responsabile del Laboratorio di Proteomica Clinica del Polo Oncologico “Giovanni Paolo II” di Lecce.

Ogni tumore è una patologia complessa con un caratteristico identikit di alterazioni molecolari sulla base delle quali è possibile sviluppare razionalmente delle terapie mirate, più efficaci e meno tossiche. Questo è l’obiettivo dell’oncologia di precisione (targeted therapy) che punta a colpire le cellule tumorali senza danneggiare le cellule sane, mettendo in luce i processi biologici che il tumore può utilizzare selettivamente per diventare più resistente alle terapie, sia radio/chemioterapiche tradizionali sia basate sull’assunzione di farmaci molecolari di nuova generazione.

Nel caso del cancro del colon retto, una proteina chiamata beta-Catenina viene ‘accesa’, cioe’ mostra un’espressione esagerata e non fisiologica solo nelle cellule tumorali. Malgrado il ruolo chiave che la beta-Catenina riveste nelle fasi precoci di insorgenza di questo tumore, farmaci intelligenti diretti con precisione contro questa proteina hanno finora mostrato una limitata efficacia terapeutica, riuscendo a bloccare la proliferazione ma non la sopravvivenza delle cellule cancerose. Il progetto di ricerca ha scoperto il legame di beta-Catenina con un circuito molecolare che puo’ stabilizzare dall’interno la cellula tumorale rappresentando, proprio per questo, un nuovo “tallone d’Achille” specifico del cancro al colon-retto.

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