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“Vicini alla famiglia di Mario Angelucci, travolto e ucciso a Genova da un Suv guidato da Arlindo Dulanto, una persona di 54 anni, completamente ubriaca, subito arrestata per omicidio stradale aggravato. Per lui, che ha ammazzato un uomo innocente seduto sul suo motorino e non si è fatto neanche un graffio, chiediamo tolleranza zero, pene certe, e severe, nessuno sconto!”.

Lo ha scritto il presidente della Regione Liguria e leader del movimento “Cambiamo!” Giovanni Toti, su Facebook, commentando l’investimento mortale di un trentanovenne da parte di un automobilista ubriaco. Ne abbiamo parlato QUI

“Guidare ubriachi è un reato gravissimo che può avere effetti devastanti. Su questo l’amministrazione genovese è già in prima linea, con nuove assunzioni di agenti (in parte a tempo indeterminato e in parte a tempo determinato, grazie al Decreto Genova, che scadrà, però, a fine dicembre e andrebbe rinnovato n. d. r.) e con una media di controlli alcolimetrici da parte della polizia locale tra le più alte in Italia”

“Ma si deve fare di più – prosegue Toti -. Non si può morire così nel 2019, bisognerebbe prevedere per legge di installare nelle auto un dispositivo che blocchi l’accensione del motore se si superano i limiti di alcool previsti per legge. Si chiama etilo-test anti-avviamento e lo stanno già sperimentando in molti paesi europei. Basta morti così!”.

In Francia l’obbligo del dispositivo è arrivato a marzo con una decisione del ministro degli Interni Christophe Castaner. Il guidatore deve soffiare in un sensore e solo se questo rileva un tasso al di sotto alle norme il sistema dà il consenso elettronico alla messa in moto.

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