Uccide la moglie e bimbi piccoli. Ai giudici: “Avevo pensato di divorziare, poi quel giorno mi è venuto un raptus..”

Ha ucciso la moglie e i due figli in un giugno di due anni fa, e ora ha deciso che l’ergastolo a cui è stato condannato in primo grado sia giusto. Carlo Lissi, l’uomo di Motta Visconti che compì un efferato omicidio per poi andare in piazza a vedere la partita dei mondiali di calcio, ha dunque fatto sapere ai giudici che rinuncia all’appello, come scrive il Corriere della Sera.

“Nessun giudice ricorda in vita sua di essersi mai imbattuto in un imputato che, dopo essere stato condannato in Tribunale all’ergastolo, rinunci al ricorso già presentato in Appello; chieda scusa ai magistrati per il disturbo e il tempo fatto perdere; e lasci passare in giudicato la sentenza di “fine pena mai”.

Sotto la furia omicida dell’informatico erano passati la coniuge Maria Cristina Omes, 38 anni, e dei loro due figli, Giulia e Gabriele, di 5 anni e di 20 mesi. Il movente, poi, era davvero sconcertante: Lissi avrebbe voluto divorziare, ma temeva le conseguenze sociali.

“Non ero contento — raccontò confusamente Lissi al pm Giovanni Benelli il 16 giugno 2014 —, avevo pensato di divorziare, e poi quel giorno lì mi è venuto un raptus, diciamo che non avevo il coraggio di chiederglielo e ho pensato di… di liberarmene così. (…) Il giorno della partita ho pensato che poteva essere il momento”.
L’ergastolo gli era stato comminato perché capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio.

Nel processo di primo grado, svoltosi con rito abbreviato, la misura della pena (ergastolo o vent’anni) si decise sul filo delle perizie sulla capacità o meno di intendere e di volere al momento della strage: messa in dubbio dal consulente della difesa, e invece affermata dal perito d’ufficio.