Condividi

Diceva Flaiano che i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti. Eccoli qua, tolleranti fino al midollo, paladini di diritti inesistenti, sbandieratori arcobaleno del #lovewins, la maschera è calata da tempo, cos’altro si può dire? E la piccolissima bimba di Mario Adinolfi percepisce qualcosa, e gli chiede: «Perché ti vogliono uccidere papà?».

Ma cosa è successo?

È successo che due tizi, il cui nome non facciamo per non fargli immeritata pubblicità, hanno inventato un gioco da tavolo con diverse carte ed i soliti dadi. Come tutti i giochi da tavolo ha una trama ed un obiettivo finale da raggiungere; e tra le tante carte buone e cattive, cosa hanno pensato di inserire i due “simpatici” autori? Una carta che raffigura, pur senza nominarlo, Mario Adinolfi, il giornalista e scrittore che ha fondato insieme all’avvocato Gianfranco Amato il movimento “Popolo della Famiglia”, con sopra l’etichetta “omofobo” e sotto un cartiglio che propone di ucciderlo per ottenere un certo punteggio.

Lo so, appare incredibile, ma vi assicuro che è così: i due tizi, ben pubblicizzati e sponsorizzati dal sito Gayburg, propongono – sia pure solo nel gioco – di uccidere Adinolfi perché “omofobo”.

Loro sono gli inquirenti, loro sono i giudici, e loro sono gli esecutori della sentenza.

Cioè una persona in Italia può essere un delinquente incallito, un mafioso, un corruttore, un pedofilo, uno spacciatore, e via delinquendo, e può stare tranquillo che mai svegliandosi al mattino troverà un giornale che riporta, per informare l’opinione pubblica, che è stata fatta una richiesta di morte nei suoi confronti. Se invece uno “osa” schierarsi contro la visione gay della vita, senza offendere, né umiliare, né tantomeno odiare nessuno, ma semplicemente affermando che, a proprio avviso, l’unica famiglia vera e possibile è quella composta da un uomo ed una donna che si uniscono in matrimonio e, eventualmente, dei figli che potranno nascere da questo matrimonio, e che comprare un figlio affittando uteri di donne povere sia uno degli abomini più gravi che gridano vendetta al cospetto di Dio, allora deve stare veramente attento, perché la “Gaystapo” non perdona.

Ne sappiamo qualcosa tanti di quelli che abbiamo “osato” non inchinarci all’arroganza gay e della classe politica “progressista” che ne appoggia senza remore la “gay of life”, che in un modo o nell’altro, sui social o sul web (dal vivo mai, chissà perché…) ci siamo ritrovati tempestati di insulti di ogni tipo, di ogni tipo di ritorsione – anche tentando di farci perdere il lavoro, senza scrupolo alcuno – ogni tipo di aggressione virtuale. Una violenza che è stata pari solo alla vigliaccheria delle loro azioni. Da criminali, però vigliacchi, perché poi, se affrontati faccia a faccia, non hanno il coraggio di portare fino in fondo le loro porcate, e si rifugiano dietro il branco e dietro la negazione dell’evidenza. E più occupano posti di rilievo nella società, più sono pericolosi.

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate
Potrebbero interessarti anche
Articolo precedenteSalvini si candida a premier Parisi: "Non è lui la risposta"
Prossimo articoloFACEBOOK SOTTO ACCUSA DOPO L’ELEZIONE DI TRUMP. “CARO ZUCKEBERG, COLPA TUA SE FACEBOOK È DIVENTATA UNA FOGNA ED HA FALSATO IL VOTO”