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Aveva ferito a morte l’ispettore capo della Polizia Carlo Tufilli, durante una rapina a mano armata.

Carlo Tufilli, ferito a morte nel 1996 a soli 39 anni era un Ispettore Capo della Polizia di Stato in servizio al commissariato di Porta Maggiore. Come di consueto, stava rientrando a casa a fine servizio a bordo del treno Roma Pantano, quando si accorse che in un vagone vicino al suo era in corso una rapina.

Per non rischiare di mettere in pericolo la vita dei passeggeri, il poliziotto aspettò  l’arrivo alla prima stazione per poi mettersi all’inseguimento dei malviventi una volta scesi. Quindi, pistola in pugno intimò ai rapinatori la resa, questi di tutta risposta aprirono il fuoco. Subito grave, Tufilli non fece neanche a raggiungere l’ospedale.

Ferite come queste, lo sappiamo, si rimarginano con molta difficoltà. Anche dopo 23 anni. Spesso, troppo spesso, non si rimarginano affatto.

 

L’ispettore Capo Carlo Tufilli assieme alla moglie

E’ di poche ore fa la notizia che uno dei due malviventi (il secondo venne ucciso in un conflitto a fuoco nel 1997), è stato nuovamente arrestato, questa volta per stalking.

D.L.M. – queste le iniziali diffuse – seguito dagli uomini della Squadra Mobile di Roma è stato rintracciato a Teramo.

L’uomo, 45 anni, originario di Roma, è accusato di aver messo in atto una vera e propria persecuzione verso la ex moglie.

Il 45enne non accettando la fine della storia con la donna, secondo quanto riportato dai media avrebbe dato luogo ad un’attività vessatoria non solo nei confronti della ex ma anche della famiglia. Il metodo solito: messaggi continui, telefonate ininterrotte ad ogni ora del giorno.

Minacce, terra bruciata attorno. Insulti ed altro, hanno portato la donna a dover modificare la propria quotidianità anche in ragione della propria sicurezza personale.

Le indagini hanno portato gli investigatori della IV Sezione della Squadra Mobile ad accertare la gravità del comportamento del pregiudicato nei confronti della sua vittima. Nel corso delle indagini è emersa – non fossero bastati i precedenti – la pericolosità del soggetto descritto con “indole aggressiva e irosa”

Nel Giugno del 1996, l’uomo, come scritto sopra, nel corso di una rapina si era reso responsabile dell’omicidio di un ispettore Capo della Polizia di Stato. Per lui, nuovamente, si aprono le porte del penitenziario.

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