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Uccise il ladro, il giudice lo assolve: “Non aveva alternative”. E gli ridà la pistola

La procura chiese l’archiviazione nel Maggio 2016 evidenziando la “legittima difesa”, il gip Teresa De Pascale l’ha concessa.

E così finisce l’incubo per Francesco Sicignano, il pensionato di Vaprio D’Adda divenuto famoso per aver sparato ed ucciso, nel 2015, ad un ladro albanese che stava tentando di entrare in casa sua

I famigliari del ladro, Gjergi Gjoni, furono gli unici ad opporsi alla richiesta di archiviazione, chiedendo nuovi approfondimenti sul caso al GIP

A Francesco Sicignano verrà quindi anche restituita la pistola con cui esplose i colpi.

Lo ha stabilito il gip di Milano Teresa De Pascale nel suo provvedimento nel quale chiarisce che il pensionato per legittima difesa ha reagito “nell’unico modo, in quel momento, possibile” in una “frazione di pochi secondi”.

 

 

Secondo il giudice infatti, era chiaro fin dall’inizio che l’albanese “si fosse introdotto nell’abitazione scavalcandone la recinzione al fine di commettere, unitamente a due complici, un furto in abitazione”.

Riporta quindi la versione di Sicignano, che dopo avere sentito i rumori in cucina era sceso con la sua Colt 38:

vedevo un’ombra con una pila tra le mani a questo punto spaventatomi ho esploso un colpo d’arma da fuoco all’indirizzo della sagoma.

Premetto che era abbastanza buio e notavo solo il fascio della torcia ma ho visto che il soggetto veniva minacciosamente verso la mia persona;

non sono sicuro se tra le mani avesse un’arma. Preciso che prima di sparare ho urlato contro di lui le testuali frasi ‘oh, ma che cazzo fai’,

quindi subito dopo l’esplosione di un colpo ho visto l’uomo effettuare un salto felino dalla finestra della zona dove è posizionata la cucina e allontanarsi frettolosamente dal tetto”.

 

 

A questo punto le affermazioni di Sicignano vengono confermate dalla perizia balistica, dai rilievi dei Carabinieri e dalle dichiarazioni dei famigliari, sentiti a parte.

Infine, la perizia medica spiega come mai il corpo dell’albanese sia stato trovato poi all’esterno

quest’ultima consulenza dissipa definitivamente ogni residuo dubbio in merito all’accaduto.

Le verifiche dei consulenti hanno appurato compiutamente la possibilità per l’albanese di muoversi e quindi di tentare la fuga nonostante la ferita causata dal proiettile“.

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