Udine, operaio di 35 anni della cartiera muore incastrato in un macchinario

Dramma alla Cartiera Reno De Medico di Ovaro, in provincia di Udine, dove questa mattina un operaio di 35 anni, per cause in corso di accertamento, è morto dopo essere rimasto schiacciato da un macchinario, riportando un violentissimo trauma cranico. Per il lavoratore non c’è stato nulla da fare ed è deceduto sul colpo: inutili i soccorsi prestati dapprima dai suoi colleghi, poi dal personale del 118. Sul posto i Vigili del fuoco e i Carabinieri di Tolmezzo. Indagano anche gli ispettori del lavoro dell’azienda sanitaria per verificare se siano state rispettate le normative di sicurezza in fabbrica.

Per la Cartiera di Ovaro si tratta del secondo grave infortunio sul lavoro nel giro di pochi mesi. Il 3 maggio scorso, infatti, un operaio era rimasto incastrato con una mano in un macchinario, rimanendo ferito.

Nei primi otto mesi dell’anno aumentano i morti sul lavoro
Quello di Ovaro è l’ennesimo gravissimi infortunio sul lavoro. In un dossier presentato un mese fa l’Inail ha reso noto che tra gennaio e agosto i morti sono stati 713, 31 in più rispetto ai 682 dell’analogo periodo del 2017 (+4,5%). L’aumento, secondo l’istituto, è dovuto soprattutto all’alto numero di decessi avvenuti nel mese di agosto di quest’anno rispetto all’agosto dell’anno (92 contro 51), alcuni dei quali causati da incidenti “plurimi”, cioè quelli che causano contemporaneamente la morte di due o più lavoratori.

Secondo l’Inail ad agosto si  è contato lo stesso numero di vittime (34) in incidenti plurimi dell’intero periodo gennaio-agosto 2017. “Nel confronto di periodo dei primi otto mesi – spiega l’Inail – nel 2018 si sono verificati 15 incidenti plurimi che sono costati la vita a 60 lavoratori, rispetto agli 11 incidenti plurimi del 2017, quando le morti furono 34. Nell’agosto di quest’anno, riporta Fanpage, si è contato lo stesso numero di vittime (34) in incidenti plurimi dell’intero periodo gennaio-agosto 2017. Tra gli eventi più tragici del mese scorso si ricordano il crollo del ponte Morandi a Genova e gli incidenti stradali avvenuti in Puglia, che hanno provocato la morte di braccianti stranieri a Lesina e Foggia”.