UE: su nuove sanzioni alla Russia non passa la linea dura di Germania e Francia

Le sanzioni dell’Unione Europea alla Russia sono uno dei temi più caldi nella politica estera, ed economica, europea in discussione nelle scorse ore sul tavolo del Consiglio europeo, al quale partecipano tutti i 28 leader del continente. I leader europei sono uniti nel condannare l’appoggio militare della Russia alla Siria e i bombardamenti su Aleppo ma sembrano dividersi sulle azioni da intraprendere e sulla possibilità di commutare nuove sanzioni a Mosca.

Gran Bretagna, Francia e Germania hanno apertamente e dichiaratamente manifestato il proprio sostegno all’ipotesi di nuove sanzioni, questo nonostante la Francia sia fondamentalmente alleata dei russi in Libia, sostenendo il generale Khalifa Haftar, e la Germania abbia ripreso legami diplomatici e commerciali molto forti con la Russia. Il primo ministro italiano Matteo Renzi sembra invece voler frenare, se non apertamente ostacolare, questa ipotesi e lo fa in un momento in cui la posizione inglese conta sempre meno, con il processo per la Brexit imminente, assurgendo al ruolo di bastian contrario.

È quanto emerge dalle riunioni e dalle cene tenutesi a Bruxelles giovedì 20 e venerdì 21 ottobre: “Dobbiamo fare tutto il possibile per un accordo di pace in Siria, ma è difficile immaginare che questo possa collegarsi con ulteriori sanzioni nei confronti della Russia”ha dichiarato a tarda notte Matteo Renzi dopo la lunga discussione sulle azioni da intraprendere. Dopo ore ed ore di riunioni i leader europei si sono trattenuti dall’emettere una minaccia formale alla Russia su nuove sanzioni in relazione ai crimini commessi ad Aleppo; per quanto riguarda invece il rinnovo delle sanzioni per l’invasione russa dell’Ucraina, che dovrebbero scadere a dicembre, nessuno si è pronunciato, cosa che alimenta ulteriori domande sulla proroga o meno del pacchetto di sanzioni.

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