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CIAO ALICE…

SOS1306196Bologna, 9 agosto 2013 – La chiesa di Santa Maria Assunta di Pianoro (Bologna) era gremita per i funerali di Alice Gruppioni. Alcune centinaia di persone sono in attesa dell’arrivo del corteo funebre dalla camera ardente nella Sira Group di Rastignano, dove in tanti si sono messi in fila sotto il sole per rendere omaggio alla giovane bolognese uccisa da un’auto in California. Hanno anche voluto salutarla dipendenti e operai dell’azienda in cui Alice lavorava da quando aveva 18 anni. In chiesa non é stato consentito l’accesso a telecamere e fotografi durante la celebrazione.

Una grande corona di rose rosse con scritto ‘tuo marito’. E’ appoggiata al feretro di Alice Gruppioni, la ragazza bolognese travolta e uccisa a Venice Beach (Stati Uniti). La camera ardente è stata allestita in una sorta di atrio della Sira Group, l’azienda di famiglia a Rastignano (Pianoro) dove la giovane lavorava. Una bandiera dell’azienda é stesa sopra la bara, con un girasole e alcune rose bianche. Al feretro è appunto poi appoggiata una grande corona di rose rosse con scritto ‘tuo marito’. All’interno, una settantina di persone.

Zia Alice, ora vogliamo giustizia – ”Mi aspettavo di riaverla indietro. Ma visto che non è così, vogliamo giustizia”. E’ lo sfogo di Katia Gruppioni, alla camera ardente della nipote Alice, uccisa a Venice Beach. La sorella del padre della ragazza, Valerio, è tornata ieri dalla California con l’aereo che portava il feretro. ”E’ inspiegabile che una figlia parta per il viaggio di nozze e non poterla riabbracciare più”. Il marito di Alice, Christian, ha aggiunto, ”probabilmente si chiede continuamente perché non sia toccato a lui”

Autista si dichiara non colpevole – L’uomo accusato di essersi schiantato al volante della propria auto contro la folla a Venice Beach, causando la morte di Alice Gruppioni, si dichiara non colpevole. Nei confronti di Nathan Campbell pende l’accusa di omicidio, 16 capi d’accusa per aggressione con un’arma letale e 17 capi d’accusa per fuga. Campbell dovra’ presentarsi in tribunale il 4 settembre. Se sara’ riconosciuto colpevole rischia il carcere a vita.

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