UN GAIO APPLAUSO O UNA SONORA PERNACCHIA AL VESCOVO DI MOLFETTA, MONS. CORNACCHIA?

Secondo Papa Francesco, invece, non solo esiste, ma è “uno sbaglio della mente umana” che si è radicato in una “colonizzazione ideologica” che ha assunto le forme del lavaggio del cervello riservato “alla gioventù hitleriana”.

Tra Mancuso e Papa Francesco, carissimi Pastori, non dobbiamo noi cattolici credere a Papa Francesco? Secondo me sì, ma secondo un vescovo cattolico, il vescovo di Molfetta mons. Cornacchia, invece no. E quindi il buon Cornacchia ha fatto organizzare nella sua diocesi, a cura dell’Azione Cattolica, un bel Corso dal titolo ‘L’Educazione di genere come contributo alla costruzione dell’Identità’, che si articolerà come segue: venerdì 30 settembre c’è stato il primo incontro pubblico di presentazione. Poi, seguiranno 5 incontri (nel secondo e nel terzo ci saranno una serie di laboratori) della durata di tre ore l’uno, tenuti da diversi professionisti, alcuni dei quali molto noti nell’ambito degli studi di genere e già coinvolti in eventi e progetti sostenuti dall’attivismo del mondo lgbt.

Ieri, Reverendissimi Padri, a Molfetta – alla presenza del vescovo Cornacchia – si è consumato uno scandalo di quelli che dai tempi dei “preti-operai”, quelli che sostenevano che Gesù era stato il primo comunista e che bisognava fare la rivoluzione armata, non si vedevano nella Chiesa cattolica.

Oportet ut scandala eveniant”? Sì, dice il Vangelo, è inevitabile che avvengano scandali, però aggiunge anche “verumtamen vae homini per quem scandalum venit”, “ma guai a colui attraverso il quale gli scandali arrivano” (Matteo 18, 7).
E questa ci sembra la frase evangelica più adatta a commentare lo scabroso caso di mons. Cornacchia, che non solo ha voluto volontariamente sporcare il Magistero della Chiesa e disorientare i buoni cristiani con questa iniziativa, ma che dopo lo splendido intervento in sala di una ragazza che lo ha inchiodato alle sue contraddizioni citando perfettamente il Magistero cattolico, ha messo una pezza che era peggiore del buco: infatti non sapendo come rispondere – e credetemi, ho visto il video della serata (e potreste vederlo anche voi qui , minuto 50’ circa per l’intervento della ragazza, minuto 1.12’ circa per la risposta del vescovo) – a parte che farfugliava stranamente come un ubriaco anche da sobrio, ha avuto la sfrontatezza di citare falsamente papa Francesco secondo la vulgata dei giornali di sinistra e omofili, «Comunque, come ha detto papa Francesco, chi sono io per giudicare un gay?», quando sappiamo tutti che la frase pronunciata dal Papa era tutt’altra, ed è stata stravolta per strumentalizzarla, come in questo caso.

Solo che stavolta a stravolgerla per strumentalizzarla era un vescovo cattolico, non un’attivista gay!