UN GAIO APPLAUSO O UNA SONORA PERNACCHIA AL VESCOVO DI MOLFETTA, MONS. CORNACCHIA?

E allora ribadiamo anche qui, se ce ne fosse ancora bisogno: che cos’è l’ideologia gender?

Coloro che raccontano l’ideologia gender come una invenzione dei cattolici solitamente subito dopo ammettono l’esistenza (non potrebbero fare altrimenti) dei “gender studies” o “studi di genere”: elaborazioni e testi che in ambito accademico hanno cominciato dagli Anni Sessanta ad affermare, con l’obiettivo principale della “emancipazione e liberazione della donna”, l’indifferenzialismo sessuale tra maschile e femminile. A partire dagli Anni Ottanta i “gender studies” si sono evoluti in “gay, lesbian, transgender, queer and intersexual studies”, con l’obiettivo sempre di accompagnare fenomeni di “emancipazione e liberazione” sessuale e sociale delle categorie indicate.

Tradizionalmente gli individui vengono divisi in uomini e donne sulla base delle loro differenze biologiche. Nel sentire comune, infatti, il sesso e il genere costituiscono un tutt’uno.

Gli studi di genere propongono invece una suddivisione, sul piano teorico-concettuale, tra questi due aspetti dell’identità: il sesso (sex) costituisce il corredo genetico, l’insieme di caratteri biologici, fisici e anatomici che determinano il binarismo maschio/femmina; il genere (gender) tende a essere inteso come il significato sociale del sesso, quotidianamente plasmato attraverso le interazioni sociali, la percezione di se stessi e l’ambiente culturale, cose che tendono a definire la differenza tra uomini e donne in termini di identità, aspettative, aspirazioni e norme di condotta condivise; da questa concezione deriverebbe la differenza tra nature (sesso biologico) e nurture (sesso di allevamento).

Concetti che la visione gender si propone di decostruire:

1 – linguaggio: il vocabolario viene rideclinato in maniera asessuata (genitore non padre, persona incinta non più donna incinta, ecc.);

2 – norma eterosessuale e binarismo sessuale: la complementarietà dei due sessi sarebbe una invenzione e così l’eterosessualità come norma;

3 – famiglia: non esiste un unico modello di famiglia ed un’unica concezione del matrimonio;

4 – società: una società più giusta passa dall’uguaglianza “indiscriminata” nei ruoli e nei mestieri, finalmente libera dagli stereotipi di genere.

“Decostruire” significa tentare di smantellare un sistema di pensiero consolidato; questa opera, complicata da veicolare con successo nei confronti di persone adulte, viene quindi messa in atto con i più piccoli e plasmabili.

Sulla scorta di queste conoscenze, Reverendissimi Padri, cosa dobbiamo quindi riservare a mons. Cornacchia, un gaio applauso o una bella pernacchia?