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Giunge notizia dal Messaggero che un trapper fino ad ora sconosciuto si sarebbe fatto riprendere mentre guida un’auto della polizia. Il video sarebbe stato messo online dallo stesso, su instagram. E ai suoi follower: “Stavolta sono seduto davanti”. Si tratta di un’auto avuta in prestito per girare il suo nuovo video. Il titolo della canzone? Manco a dirlo, Posto di blocco.

Che dire! Un emergente nella musica underground intento a sfidare la polizia! Un premio all’originalità, davvero complimenti. Riportiamo di seguito la “notizia” portata alla luce dal Messaggero

“Per una volta sono seduto davanti”. Scherza, ma neanche troppo, il trapper italo-rumeno che, sui social, (si) vanta di avere un arresto alle spalle e, adesso, può provare l’ebbrezza di guidare una volante della polizia. Non da arrestato, ma da poliziotto, per la gioia di quanti sono abituati alle sue imprese ad uso e consumo dei social. Nel suo nome da personaggio avrebbe incluso le lettere OG che il messaggero spiega Così: “in rumeno, i delinquenti, come ha spiegato lui stesso a proposito della genesi il suo nick), il vero nome è Alfred Hodor, e sui suoi canali social esibisce sempre look e modi da trapper, tra lo strafottente e il fuorilegge (almeno a leggere i testi delle sue canzoni). Ieri quasi non è riuscito a credere ai suoi occhi, quando, per girare il suo nuovo video Posto di blocco, gli è stata donata una volante della polizia”

Chiarito il fatto che si tratta di auto di scena, ci chiediamo come sia possibile un uso tanto sconsiderato di un mezzo rappresentate le forze dell’ordine con tanto di colori d’istituto, e come si comporterà a tal proposito la Polizia.. L’episodio scrive Marco Pasqua sul Gazzettino ricorda quello del febbraio 2015, quando un rom venne ripreso mentre scorrazzava a bordo di una volante della polizia, nel campo della Massimina. La Questura, in quell’occasione, ricostruì la vicenda e accertò che anche in quel caso si trattava di una macchina usata da una produzione televisiva. Ma San Vitale, comunque, si mosse per tutelare la sua immagine. Anche in questo caso, la macchina, quasi certamente, proviene da un’azienda che le affitta in occasione di produzioni cine-televisive: ma il suo utilizzo, fanno notare appartenenti alle forze dell’ordine, deve sempre avvenire senza offendere il decoro dell’istituzione alla quale si richiamano e in contesti che non ne ledano l’immagine.

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