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Ufficialmente era nullatenente. Almeno così aveva fatto credere. Invece disponeva di sei immobili e contanti per un valore complessivo di 1,8 milioni di euro. Si tratta di un imprenditore brianzolo di 45 anni riconosciuto “socialmente pericoloso” dal tribunale di Milano. Ora tutti i suoi beni sono stati confiscati e per due anni sarà sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Si è giunti alla conclusione di questa indagine dopo ben tre anni.

Le Fiamme gialle di Monza hanno analizzato il patrimonio dell’uomo e dopo aver accettato la sistematica evasione fiscale hanno sequestrato il patrimonio illecito. Tutto era nato da un controllo effettuato nel giugno 2014 in una ditta di Mezzago (Monza e Brianza), intestata formalmente alla madre dell’imprenditore, ma di fatto gestita da quest’ultimo.

Le verifiche fiscali si erano concluse con la contestazione di oltre 1 milione di imposte evase. Dopo aver denunciato entrambi alla procura della Repubblica di Monza, l’autorità giudiziaria aveva disposto il sequestro di due appartamenti e quattro box, del valore di circa 400mila euro, intestati in maniera fittizia alla moglie dell’imprenditore. Ulteriori indagini avevano permesso di scoprire denaro per oltre 1,4 milioni di euro. Erano stati nascosti in un caveau occultato dietro un ascensore di un ristorante di proprietà dello stesso imprenditore. Per contare le banconote, 53mila in totale, erano stati necessari otto giorni.

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