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Gli appartenenti alle Forze dell’ordine sono gli unici in cui è stata dichiarata guerra in tempo di pace. La notte di ordinaria follia avvenuta a Roma ne è solo l’ennesima conferma che a noi non serviva. Le aggressioni assurde e bestiali che continuiamo a registrare e a subire nel binomio ormai purtroppo inscindibile ‘tifo violento – calcio’ non lasciano più spazio alcuno ad ulteriori ricerche di dialogo inutile quanto ipocrita.

Dialogare con chi rispetta la legge e con chi si comporta civilmente è superfluo. Dialogare con certi delinquenti pronti ad ammazzare chi porta una divisa è francamente inaccettabile, oltre che assolutamente inutile. Non è più tempo di fare parole e discorsi, di fronte ad azioni delinquenziali che sono una sfida fra le più sfacciate e arroganti allo Stato ci aspettiamo solo risposte forti e molto concrete. Non c’è sport al mondo che valga la vita e la salute dei tanti colleghi che puntualmente finiscono in ospedale quando non all’obitorio, né tutelare gli interessi economici che ruotano attorno al calcio può valere mai i rischi e le conseguenze assurde che gli Operatori della sicurezza subiscono di continuo.

E, oltre tutto, se tavoli in proposito si devono tenere allora anche noi rappresentanti dei lavoratori della sicurezza dobbiamo sedervi; ci dovrà pur essere qualcuno che ricordi a tutti quale ecatombe si verifica fra gli agenti mentre non uno dei delinquenti che ne hanno responsabilità marcisca in galera per un tempo ragionevole”.

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