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Mentre Conte si prepara al giuramento e dopo aver rivelato i nomi dei nuovi ministri, tra i quali Lorenzo Guerini quota PD alla Difesa e Luciana Lamorgese al Ministero dell’Interno, poco o nulla sembra cambiare per le forze dell’ordine che da quasi 250 giorni hanno il contratto scaduto, nonostante le frequenti parole di vicinanza del precedente esecutivo.

A parlare è Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia di Stato, in una intervista rilasciata a Giuseppe de Lorenzo de Il Giornale, ammette che “da tempo, il sentimento più diffuso è un non celato sconforto per una politica ‘ballerina’ e incoerente che non dà prova di continuità, di stabilità, di lungimiranza, e manca di autorevolezza”.

“La sicurezza – spiega Mazzetti – negli ultimi anni è stata utilizzata a destra e a sinistra come argomento di scontro e spesso di propaganda, ma nella vita di un poliziotto, purtroppo, non è cambiato quasi nulla”.

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“Il governo uscente ha messo il tema della sicurezza e del ‘trattamento’ delle Forze d Polizia in grande evidenza. Con iniziative come il Decreto sicurezza si è data prova di aver accolto alcune nostre istanze nel senso di un maggiore rispetto della funzione svolta dal personale, ma i poliziotti – evidenzia Mazzetti al Giornale – attendono ancora uno straccio di notizia su un contratto scaduto da otto mesi, a cui sono state destinate risorse ridicole, e rispetto al quale attendiamo un dovuto confronto istituzionale”.

Sono infatti numerosi i problemi ai quali neanche il precedente esecutivo ha fatto fronte: “organici che fanno acqua a fronte di un’età media troppo elevata, dotazioni inadeguate, mancanza di protocolli operativi chiari e validi per tutti, e di tutela normativa proporzionata al rischio. Ancora aspettiamo i taser, mentre si susseguono a un ritmo vertiginoso aggressioni ai colleghi cui si sarebbe potuta salvare la salute e persino la vita”.

“Ma M5S e Pd hanno presentato in passato proposte di legge per gli identificativi sui caschi dei poliziotti” sottolinea il giornalista De Lorenzo su Il Giornale “Qualcosa vorrà dire…”

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“È una questione che ci preoccupa, certo – spiega a questo punto il segretario Mazzetti – Quella degli identificativi è una proposta sbagliata perché metterebbe ancora più a rischio gli operatori, già bersagli di aggressioni, ritorsioni e attacchi di ogni genere. Oltre tutto è una cosa inutile – visto che il singolo e il Corpo rispondono delle iniziative riconosciute come errate -, e ispirata dall’idea inconcepibile che ci si debba preoccupare di difendersi dall’operatore di polizia. Una follia concettuale. Il poliziotto agisce per difendere e tutelare”.

E infine: “Abbiamo visto le linee programmatiche (del nuovo esecutivo N.B.) e le due striminzite righe del punto 23 relative al personale del Comparto sicurezza possono significare tutto e niente. Comunque, prima di entrare nell’analisi di impegni formali bisogna attendere che essi siano assunti, e questo peraltro non basterà.

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