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“L’ennesima celebrazione in onore di Carlo Giuliani, e come sempre troviamo la cosa totalmente incomprensibile, perché non si riesce davvero a capire quale merito abbia avuto un giovane che travisato e armato si scagliò contro le Forze di Polizia in piazza Alimonda rischiando di uccidere un carabiniere che stava solo facendo il proprio dovere”.

Così si è espresso in queste ore il Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, Valter Mazzetti, in occasione della manifestazione in memoria di Carlo Giuliani, con concerto, che si tiene a Genova.

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“L’iniziativa è titolata ‘per non dimentiCARLO’, e allora bene, ricordiamo Carlo Giuliani – dice il sindacalista – un giovane uomo che perse la vita, perché questa è sempre una tragedia. Ricordiamo il dolore di una famiglia, che merita rispetto. Ma ricordiamo soprattutto la realtà dei fatti”

“ricordiamo che quel giovane morì commettendo dei reati – continua – che volutamente e coscientemente partecipò a una guerriglia che mise tutti in pericolo, e che assieme ad altri attentò alla vita di un uomo ancor più giovane di lui, quel Mario Placanica la cui esistenza pure è stata distrutta dal comportamento scellerato di chi lo ha costretto a una reazione legittima, come accertato in ogni sede giudiziaria, che è diventata un peso troppo grande da portare in ogni singolo giorno che gli è rimasto da vivere, se vita è questa”

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“Ricordiamolo soprattutto ai giovani che quel che fece Giuliani non si deve fare, in alcun caso, per alcun motivo, e che la violenza non è giustificabile e ammissibile. Carlo Giuliani – va avanti – non è stato un martire”

“Si smetta di celebrarlo come fosse un eroe, usando la sua memoria per continuare pervicacemente a criminalizzare chi porta la divisa trincerandosi dietro al dramma della sua morte. Ricordiamo Giuliani, sì, ma senza ipocrisia. Smettiamo di celebrarlo, perché non c’è alcun merito e meno che mai onore in ciò che fece. Nessun onore che giustifichi alcuna celebrazione, né alcun cippo come quello che ancora campeggia in quella piazza e che nessuno si decide a eliminare”.

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