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Il Vaso di Fiori, opera del pittore olandese Jan van Huysum rubata nel 1944 durante la ritirata delle forze di occupazione tedesche, è tornato a Palazzo Pitti a Firenze, nel luogo esatto in cui il dipinto si trovava 75 anni fa.

Il “Vaso di fiori” torna in Italia dopo un’assenza di 75 anni. Il lungo iter del quadro rubato, realizzato nel 1731, si conclude dove era iniziato, nel fiorentino Palazzo Pitti.

La lunga battaglia del direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, trova il suo lieto fine con la restituzione da parte della Germania del capolavoro rubato.

La cerimonia di restituzione si è svolta nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, alla presenza dei ministri Alberto Bonisoli ed Enzo Moavero Milanesi, del collega tedesco Heiko Maas, del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri e del direttore Schmidt.

Grazie alla cooperazione tra i due Ministeri degli Affari Esteri, dopo tanti anni è stato possibile colmare il vuoto che si era creato. Di questo partenariato di fiducia tra Germania e Italia abbiamo bisogno anche per le sfide del presente: dalla migrazione alla situazione in Libia – ci sono parecchi temi che possiamo affrontare soltanto insieme“, ha voluto sottolineare Heiko Maas prima del suo viaggio.

Per Eike Schmidt, il ritorno del “Vaso di Fiori”, scrive l’ADNKRONOS, rappresenta anche un “precedente” perché “c’è ancora tanta arte che manca dalla seconda guerra mondiale“.

Per il direttore delle Gallerie degli Uffizi “la vera sfida ora è fare una moral suasion anche attraverso i governi esteri. Occorre un’interazione con le forze dell’ordine internazionali per far sì che vengano restituite volontariamente tutte le opere d’arte che mancano“.

Ripercorrendo poi le tappe che hanno portato alla restituzione del dipinto da parte della Germania, Schmidt ha sottolineato che è stata “decisiva l’inchiesta pluriennale condotta in maniera esemplare dal Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.

Determinante anche la decisione del ministro Bonisoli di coinvolgere in maniera permanente rappresentanti del ministero della Giustizia nel Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali”.

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