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Per una insegnante della provincia di Vicenza è arrivata una condanna in primo grado per abuso dei mezzi di correzione. Il fatto per il quale la maestra Cristina C., sessantadue anni, è stata condannata con rito abbreviato dal tribunale di Vicenza risale al mese di novembre del 2013. Protagonista un bambino di sei anni di prima elementare che, dopo aver sputato per terra in palestra, sarebbe stato messo di fronte ai suoi ventidue compagni che hanno imitato il gesto dello sputo verso di lui. Tutto è accaduto all’istituto comprensorio “Palladio” di Isola Vicentina. Dopo quell’episodio, la maestra è stata denunciata dalla famiglia del bambino e ora condannata a un mese e dieci giorni di carcere (con pena sospesa), al pagamento di diecimila euro di risarcimento alla famiglia del bambino e a tre mesi di interdizione dall’attività scolastica.
La procura aveva chiesto l’archiviazione del fatto con il pm Paolo Fietta, ma per il giudice il comportamento della maestra meritava il processo. Come ricordano i quotidiani locali, l’insegnante si è sempre difesa asserendo che nessuno ha sputato contro il ragazzino “ribelle”, che i compagni di classe hanno solamente simulato il gesto, come in un gioco a valenza educativa per fare capire al ragazzino che non doveva sputare. “Confidavamo che anche in questa sede venisse avallata la conclusione del pm Fietta, che ha svolto le indagini e chiesto l’archiviazione. Deve essere chiaro che la signora non si è mai mossa con l’intento di abusare dei mezzi di correzione.

Nei mesi successivi era diventato meno complicato insegnare a quel bimbo, non aveva riportato traumi. E la maestra ha ottenuto solidarietà sia da colleghi che da genitori di altri bimbi, di quella classe e di altre”, ha commentato l’avvocato Antonio Marchesini che difende l’insegnante vicentina.

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