Il video del crollo del cavalcavia sulla Milano – Lecco

È stato lui il primo a dare l’allarme nel pomeriggio. “La statale – ha aggiunto – contatta la Provincia e io dico che serve chiudere anche di sopra (sp 49, ndr), non far passare nessuno. Arrivano due addetti della Provincia a cui dico: Secondo me, bisogna chiudere, almeno un paio d’ore, finché capiscono i miei superiori di che cosa si tratta.

Un funzionario della provincia mi dice: Ma sa, ci vogliono due righe scritte, l’ordinanza. Rispondo: Io non faccio righe scritte o ordinanza. Secondo me, la strada è da chiudere, perché potrebbe esserci qualche problema. Ma io mio sapere si ferma lì. Per quello ho chiamato i miei superiori”.

“Ho chiuso la corsia con i mezzi che avevo a disposizione al momento. Ho contattato la nostra ditta di manutenzione e avevo già messo l’apposita segnaletica che dirottava il traffico sulla corsia di sorpasso. Io ho visto cadere il viadotto alle 17.20. L’unica cosa che sono riuscito a fare: ho visto una bambina che tiravano fuori da una macchina e mi sono precipitato per dare una mano a chi vedevo che riusciva a venire fuori dalla macchina.

Io sono saltato sul guardarail e ho preso in braccio la bambina, dopo che il papà l’aveva tirata fuori dalla macchina, è l’ho portata giù, distante, perché la macchina sembrava che prendesse fuoco. Poi il marito ha preso la moglie e io l’ho presa in braccio e l’ho stesa a terra. Avrei voluto fare di più, tirare su il viadotto con le mie mani, ma non riuscivo”.

Nella pagna sucessiva il video del crollo del cavalcavia.