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video disabile picchiatoRoma, 17 dicembre 2013 – No alle assoluzioni, pronunciate in appello, nei confronti dei tre manager di Google, finiti sotto processo per violazione della privacy in relazione ad un video, diffuso sul motore di ricerca, in cui un minorenne disabile veniva picchiato e schernito da alcuni compagni di classe, in una scuola torinese. Questa la richiesta del sostituto pg di Cassazione, Mario Fraticelli, che ha sollecitato l’annullamento con rinvio della sentenza con cui la Corte d’appello di Milano, il 21 dicembre dello scorso anno assolse “perche’ il fatto non sussiste” David Carl Drummond, Peter Andrew Fleischer e George De Los Reyes, manager di Google, che, in primo grado, erano stati condannati a sei mesi con la condizionale dal Tribunale del capoluogo lombardo. La decisione della terza sezione penale della Suprema Corte e’ attesa fra stasera e domani: se i giudici, accogliendo la richiesta del pg, dovessero disporre un processo d’appello-bis, sul procedimento penderebbe pero’ la scure della prescrizione, i cui termini scatterebbero l’8 marzo prossimo. Il video ‘incriminato’ venne girato in un istituto tecnico di Torino alla fine di maggio 2006 e caricato sul web l’8 settembre successivo: rimase on-line per ben due mesi, realizzando 5.500 contatti. Google, dopo una segnalazione, lo aveva poi rimosso. Drummond e’ l’ex presidente del cda di Google Italy, mentre Fleischer era responsabile delle strategie per la privacy per l’Europa di Google Inc.. De Los Reyes era membro del cda di Google Italy, oggi e’ in pensione. “Nella sentenza d’appello – sottolinea il pg Fraticelli – c’e’ scritto che anche i dirigenti avevano trattato quei dati, cio’ e’ in contraddizione con la pronuncia di assoluzione. Quel video risultava il piu’ visionato, il piu’ particolare; non e’ pensabile che se offro un servizio su una piattaforma, poi non mi occupo di cio’ che viene caricato”. A presentare ricorso in Cassazione contro la sentenza d’appello e’ stata la Procura generale di Milano: i giudici della terza sezione penale dovranno decidere se accogliere o meno il ricorso. (AGI)

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