VIDEO: IRRUZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA, LE IMMAGINI DEGLI ARRESTI

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Vasta operazione del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza che ha portato, alle prime luci dell’alba, all’esecuzione di 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere, oltre a tre provvedimenti di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emesse dal G.I.P. del T ribunale di Messina, dott.ssa Monia De Francesco, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Messina.

Nella rete degli inquirenti figure note e meno note, protagonisti da anni della storia che lega la mafia con il territorio messinese.

Con l ’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso sono stati tratti in arresto sette persone appartenenti al clan “Mangialupi”, operante nella zona sud di Messina.

Altre quattordici persone sono state arrestate per reati quali traffico di stupefacenti, estorsione, furti, rapine e detenzione illegale di armi.

Figura cardine dell’indagine D. L. V., titolare di un’attività commerciale nel quartiere a ridosso dello stadio di calcio “ G. Celeste ”, che è stato coinvolto sin dagli anni ’80 in alcuni procedimenti penali che lo indicavano come imprenditore strettamente collegato ad esponenti della nota cosca TROVATO – clan “ Mangialupi ”, anche se lo stesso a suo tempo non è stato condannato per le ipotesi contestate.

Le complesse attività d’indagine d e i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Messina, protrattesi per due anni, hanno permesso di “ leggere ” e di avere una visione completa di tutte le operazioni commerciali, finanziarie ed imprenditoriali che hanno visto, negli ultimi trent’anni, al centro la figura del L. V., contornato da taluni suoi familiari e da una fitta rete di fidati collaboratori, consentendo di delineare il ruolo apicale assunto all’interno del citato sodalizio mafioso.

Sulla scorta del materiale probatorio è emerso come tale soggetto sia stato colui il quale, dopo la disgregazione dell’originaria compagine associativa per via della carcerazione dei capi e del percorso di collaborazione con la giustizia intrapreso da altri affiliati, abbia, di fatto, assunto un controllo pressoché esclusivo delle attività illegali della cosca, costituendone il punto di riferimento “imprenditoriale ”, facendo da contraltare al ruolo “operativo” ricoperto dai fratelli T.

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