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in un terzo caso è stata registrata una conversazione tra D. L. V., A. T. e G. A. nel corso della quale i primi due, al fine di vendicare un torto subito dall’A., lo invitavano più volte, in modo perentorio a punire l’umiliazione ricevuta, gambizzando il soggetto che si era macchiato di tale affronto.
Anche soggetti estranei alla compagine criminale, persone comuni, che però evidentemente conoscevano la caratura ed il peso del L. V. e dei suoi sodali, si sono affidati a lui per ottenere in qualche modo “giustizia”.

E’ il caso di una persona che aveva subito il furto del proprio cane da caccia di valore e aveva richiesto l’intervento in “soccorso” di D. L. V. e di A. T., grazie ai quali è poi effettivamente riuscito non solo a rientrare in possesso del l’animale, ma anche ricevere le scuse dall’autore del furto.

Nel corso delle investigazioni sono stati accertati anche numerosi casi di furto, di illecita detenzione di armi, nonché plurime cessioni di sostanze stupefacenti e reiterate violazioni della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, attraverso la cui ricostruzione si è pervenuti all’arresto anche di altri soggetti.

A seguito dell’accurata ricostruzione patrimoniale degli interessi imprenditoriali del L. V., contestualmente all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, sono stati apposti i sigilli a tre società operanti nel settore del noleggio di centinaia di apparecchiature da gioco e scommesse, a diciotto immobili, tra cui una lussuosa villa con piscina ubicata nella zona tirrenica ed un prestigioso appartamento con attico a Messina, a una rivendita di generi di monopolio e ad un’imbarcazione tipo gommone, per un valore complessivo di dieci milioni di euro.

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