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Dal nido alle elementari l’azienda paga per i figli dei dipendenti. Bonus bebè per 150 lavoratori, è la volontà di Vinicio Bulla, un imprenditore di quasi 80anni, fondatore di Rivit, azienda che produce ed esporta in tutto il mondo tubi in acciaio inox e leghe speciali di grandi dimensioni.

Nell’ottobre scorso – si legge su L’Avvenire – ha sottoscritto un contratto di welfare che prevede per i figli dei lavoratori il rimborso delle quote di iscrizione, rette, servizi mensa e scolastici per la frequenza di asili nido e materne, fino ad un massimale fissato in 6.600 euro annui per figlio in caso di asilo nido e in tremila per la scuola materna. Non solo. In caso di nuove nascite e adozioni di figli oltre il primo, i dipendenti avranno diritto ad una cifra una tantum di duemila euro (per il secondo figlio) o di tremila (per il terzo figlio e i successivi), oltre ai 550 euro al mese per il nido e ai 250 euro per la materna”

“Le sono profondamente grata per la sua scelta di grandissimo valore sociale, che testimonia ancora una volta il profondo legame che unisce le imprese venete al loro terrritorio” ha detto l’assessore al Lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan.

“I Benefici che dureranno per sette anni – spiega ancora Bulla – il progetto è consolidato e la cifra è a disposizione in banca esclusivamente per questo, sono i miei risparmi personali di 50-60 anni perché non voglio morire con i soldi in conto corrente, preferisco che restino all’azienda, soprattutto a chi produce, a chi lavora con me. Un progetto, questo, che la mia famiglia condivide”

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