Violenza sessuale: non è reato se la vittima non urla

Sul piano più, per così dire, tecnico, la donna non ha riferito di «sensazioni o condotte molto spesso riscontrabili in racconti di abuso sessuale, sensazioni di sporco, test di gravidanza, dolori in qualche parte del corpo».

Ci sono altri elementi che non convincono la Corte torinese. Come, ad esempio, il fatto che la donna provasse solo «disgusto» in quel momento, senza saper spiegare in che cosa consisteva quella sensazione.

E, soprattutto, il fatto che non abbia urlato, che non abbia gridato, che non abbia pianto. E che, a quanto pare, abbia continuato normalmente il suo turno in Croce Rossa anche dopo gli abusi senza avere mai detto niente a nessuno.

L’imputato non ha mai negato i palpeggiamenti, ma ha sempre sostenuto che la donna era consenziente. Il tribunale di Torino lo ha assolto «perché il fatto – cioè la violenza sessuale – non sussiste».

 

Fonte: La Legge per Tutti

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