Violenze e abusi sui bimbi, una denuncia choc

Un’epidemia crescente. Così ha definito il fenomeno dei bambini stuprati nei campi profughi uno studio dell’università di Harvard. Molti bambini sono costretti a vendersi sessualmente per sopravvivere nei campi profughi in Grecia, tra loro anche una bimba di 4 anni che è stata stuprata nel campo. “Abbiamo avuto un caso di una bambina di 4 anni che era stata stuprata”, dice ai ricercatori una psicologa del campo di Atene, “la madre ha fatto il possibile per denunciarlo”. Ma volontari e membri dello staff affermano che spesso non c’è modo di aiutarli, le vittime sono intrappolate nei campi con i loro stupratori e sono troppo spaventate per andare dalla polizia o dalle autorità, che spesso non hanno interpreti nè specialisti. L’assenza di arresti può portare altri rifugiati a punire in modo molto violento chi commette abusi sessuali. In un campo in Grecia, un uomo che aveva già sposato una bambina, ne ha stuprata un’altra, ed è stato picchiato a sangue dagli altri migranti.

“Avendo subito violenze sessuali durante il viaggio, i bambini rifugiati sono terrorizzati in un posto che dovrebbe garantire loro protezione”, si legge nello studio. E’ emerso infatti che strutture deboli o inesistenti, accrescono il pericolo per i bambini. “Un uomo appartenente a uno dei tanti “gruppi mafiosi” ha invitato una bambina di 7 anni nella sua tenda per giocare con il suo cellulare e si è chiuso dentro con lei”, ha dichiarato un dottore, “la bambina è uscita con lividi sul collo e sulle braccia. Ha poi confessato che l’uomo aveva abusato di lei”. Stupri e violenze sessuali spesso non vengono denunciati, da un lato per la paura di essere marchiati o puniti, dall’altro per l’inefficienza delle amministrazioni che impiegano molto tempo a portare via le vittime dai loro stupratori.

L’accordo Ue-Turchia ha lasciato migliaia di bambini, insieme a 13000 migranti, in campi sovraffollati, nonostante le preoccupazioni internazionali per le condizioni ad alto rischio. E’ ormai noto che in Grecia, Italia e in altri paesi, i trafficanti costringano i rifugiati, bambini compresi, a prostituirsi per pagare i debiti. Altri invece, lo fanno per sopravvivenza, per comprare cibo o per mettere da parte i soldi per lasciare la Grecia. “Possono essere adolescenti non accompagnati, o donne che vengono in Europa senza il marito o altre persone a proteggerle”, spiega Eleni Kotsoni, una psicologa di Medici Senza Frontiere della clinica di Atene. Le donne rifugiate fanno quindi degli “accordi sessuali” con uomini del loro paese di origine perchè loro le proteggano nei campi, dove il sovraffollamento, la violenza e la mancanza di sicurezza le lasciano completamente vulnerabili.

Mentre sempre più migranti muoiono in disperati tentativi di raggiungere l’Europa, la volontà politica di aiutare i sopravvissuti è in calo: “Stakeholders nazionali e internazionali dovrebbero unirsi per assicurare misure preventive, per poi creare percorsi sicuri e legali per i bambini rifugiati in disperato bisogno di protezione”.

fonte: DIRETTANEWS

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