Virus cinese: l’incubazione, i sintomi e come si trasmette

Al momento l’unica informazione certa sul virus 2019-nCoV comparso nella città cinese di Whuan è che si tratta di un figlio del progenitore della Sars, la malattia che fra il 2002 e il 2003 aveva spaventato il mondo.

“Il nuovo virus è vicino al progenitore selvatico della Sars”, osserva la virologa Ilaria Capua, che nell’Università della Florida dirige il Centro di eccellenza dedicato alla ‘One Health’, che unifica i temi della salute umana, animale e ambientale.

Sono almeno tre le grandi domande sul nuovo virus ancora senza risposta: in quale serbatoio animale è avvenuta la ricombinazione genetica che l’ha reso aggressivo per l’uomo? qual è il tasso di mortalità? quanto dura l’incubazione?

Quello della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome) “è il virus che gli somiglia di più”, rileva Capua. “Anche quel virus era emerso in un mercato di animali vivi, dove aveva fatto salto di specie e poi era entrato nel condotto di aerazione di un albergo contagiando un certo numero di persone”. Fra queste Capua cita il medico Carlo Urbani, “vittima coraggiosa e da ricordare per il suo impegno civile”.

Il virus della Sars era poi arrivato oltre oceano, con un bilancio complessivo di 9.000 infezioni e 800 le vittime. “Ad ora – osserva Capua – il tasso di mortalità del nuovo virus dovrebbe essere sovrapponibile a quello della Sars”.