Vittorio Sgarbi: il massacro comunista dei carabinieri alle Cave dei Predil

Il critico d’arte ricorda come furono affamati e dunque avvelenati: “La loro agonia si protrasse fra atroci dolori per ore e ore. Stremati e consumati dalla febbre, Pasquale Ruggiero, Domenico Del Vecchio, Lino Bertogli, Antonio Ferro, Adelmino Zilio, Fernando Ferretti, Ridolfo Calzi, Pietro Tognazzo, Michele Castellano, Primo Amenici, Attilio Franzon, quasi tutti ventenni (e mai impiegati in altri servizi tranne quello a guardia della centrale) , furono costretti a marciare fino a Malga Bala ove il giorno 25 li attendeva una fine orribile.Avevano l’ età di mio padre”.

Dunque Sgarbi ricorda come furono uccisi e sottolinea: “Ora le misere spoglie di questi Carabinieri riposano, dimenticate dagli uomini, dalla storia e dalle Istituzioni, in una torre medievale di Tarvisio, le cui chiavi sono pietosamente conservate da alcune suore di un vicino convento. Una lapide ambigua li ricorda, senza una parola di verità”. Crimini rossi. Crimini dimenticati, o quasi.

LiberoQuotidiano

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